Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: scontro su dati occupazione, sono necessari interventi correttivi

Gli ultimi dati Istat hanno generato qualche perplessità sulle statistiche di Inps e Ministero del Lavoro, a trovare una spiegazione è Giorgio Alleva. Lo scontro dei dati dovrebbe essere scongiurato da una collaborazione triangolare da settembre

Pensioni Governo Renzi ultime notizie ri


Gli ultimi dati dell'Istat sul calo della produttività in Italia negli ultimi 20 anni evidenziano l'insufficienza delle misure fin qui adottate. L'aumento della disoccupazione soprattutto tra i giovani, una situazione economica quantomeno "placida" (se non stagnante), e l'assenza di turnover generazionale dimostrano quanto siano necessari gli interventi sulle pensioni.

Persino l'aumento dei contratti a tempo indeterminato non è detto sia un dato da accogliere con ottimismo. L'assunzione con sgravi fiscali importanti ha fatto gola a molti, ma oggi con i cambiamenti dell'articolo 18 "indeterminato" non è più sinonimo di posto sicuro e duraturo. Il contratto di apprendistato ha subito un calo considerevole rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e gli viene preferito il contratto a tutele crescenti.

Come si spiegano, allora, i dati positivi pubblicati dall'Inps sui nuovi contratti di lavoro? Il presidente dell'Istat Giorgio Alleva ha spiegato che un saldo positivo tra attivazione e cessazione di contratti non rappresenta necessariamente un aumento del numero degli occupati. Una persona può sottoscrivere più di un contratto e l'occupazione complessiva non variare.

Non bisogna sottovalutare, inoltre, la stagionalità dei dati: solitamente nella prima metà dell'anno le attivazioni superano le cessazioni e nella seconda avviene il contrario. Per una valutazione efficace e veritiera, quindi, occorre guardare il bilancio di un anno intero.

Lo scontro sui dati delle assunzioni rischia di gettare nella confusione i cittadini e di far dubitare sull'attendibilità delle statistiche. A venire in soccorso della reputazione di Inps, Istat e Ministero del Lavoro, accorrerà l'annunciato coordinamento tra le tre istituzioni che già da settembre dovrebbero collaborare per l'emissione di dati congiunti.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il