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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, forte squilibrio interventi welfare

Quota 100 sì o no, assegno universale per over 55 e welfare non equo. La riforma delle pensioni si fa sempre più impellente e incalza la scadenza del 9 settembre per il voto del contributivo donna. Facciamo il punto della situazione.




Sembra sempre più lontana la possibilità che la riforma delle pensioni del Governo Renzi includa la cosiddetta quota 100, per la quale per accedere al trattamento previdenziale la somma di anni di contribuzione e età anagrafica deve essere pari a 100. Considerata troppo dispendiosa, rischierebbe di fare la fine di tutte le altre proposte arenatesi per insufficienza di fondi.

Più verosimilmente sarà prevista la possibilità di accedere anticipatamente alla pensione al prezzo di una riduzione del 3% dello stipendio per ogni anno in meno. Non sappiamo se questo sarà sufficiente a generare quel tanto agognato turnover generazionale di cui il nostro Paese ha bisogno.

Attualmente ogni 2 anni vengono maturati 4 mesi in più di lavoro per andare in pensione. Di questo passo, al di là degli anni di contribuzione, nel 2018 uomini e donne potranno accedere al trattamento previdenziale a 66 anni e 3 mesi. Sono esclusi da questo trattamento i lavoratori precoci e coloro che svolgono attività usuranti.

Appare sempre più probabile, poi, l'introduzione dell'’assegno universale per coloro che abbiano compiuto i 55 anni di età e siano senza lavoro e senza pensione. Che sia un tentativo di ristabilire l'equità dopo una gestione del welfare fortemente squilibrata, per non dire "al contrario"?

Il sistema assistenziale sembra favorire i ricchi e non i poveri, in particolare si calcola che solo un quarto della spesa totale assistenziale vada al 40% più povero delle famiglie italiane.
In caso sussistano ancora dei dubbi, è necessaria una riforma delle pensioni che tenga conto della differenza tra spesa previdenziale e spesa assistenziale e che sia socialmente più equa e economicamente sostenibile.

Dopo la pausa estiva la prima data di verifica sarà il 9 settembre, quando il sistema contributivo donna verrà votato dalla Commissione Lavoro della Camera.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il