BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie Governo Renzi della settimana: contributivo donne, assegno universale, pensione anticipata

Primi passi verso il cambiamento delle pensioni in Italia, ma la strada da percorrere è lunga e piena di ostacoli. Si lavora anche a Bruxelles.




La principale novità nell'ambito pensione è senza dubbio rappresentata dall'accordo politico sul contributivo donna. Le ultime notizie riferiscono infatti della convergenza di vedute in sede di commissione Lavoro della Camera dei deputati. Se ne parlerà solo a settembre per il voto definitivo e per il passaggio alla medesima commissione del Senato. Dopodiché il provvedimento passerà all'esame del parlamento, ricordando che il 31 dicembre 2015 scadono i termini attuali. Si ricorda che è in ballo la possibilità da concedere alle lavoratrici di congedarsi con qualche anno di anticipo rispetto ai requisiti previsti dall'attuale legge previdenziale, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il meno economicamente vantaggioso metodo contributivo.

A ogni modo, l'accensione del semaforo verde sul contributivo donna potrebbe aprire prospettive interessanti sia in riferimento a un eventuale allargamento ai lavoratori uomini e sia all'introduzione di altri cambiamenti nell'ambito della prossima manovra finanziaria. A ogni modo, non mancano problemi e ostacoli e sono soprattutto di natura economica. Tuttavia, mai come questa volte le aperture verso la modifica delle pensioni sono state evidenti. Lo stesso Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, si è pubblicamente esposto, pur sapendo che da Bruxelles la situazione dell'Italia viene monitorata con molta attenzione. Le pensioni sono considerate una materia quasi intoccabile, a meno della presentazione di un convincente piano che contempli le necessarie coperture.

Ecco allora che alcune soluzioni fin qui proposte sono state restituite al mittente perché difficilmente sostenibili dal punto di vista economico, come la possibilità di congedarsi a 62 anni con 35 anni di contributi con una penalizzazione massima dell'8% in caso di uscita anticipata, o l'applicazione della cosiddetta quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale. Il governo è più possibilista sull'introduzione dell'assegno universale, soprattutto per chi, over 55 senza lavoro e senza pensione, ha bisogno di una forma di sostegno al reddito.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il