BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, mini pensione. Cosa cambia, leggi allo studio

Tutte le proposte di cambiamento delle pensioni in Italia deve fare in conti con le coperture economiche spesso insufficienti.




Non c'è ancora un piano definitivo di revisione delle pensioni in Italia. Sono tante le ipotesi fin qui avanzate, ma ancora nessuna può dirsi sicura di arrivare in porto. Oltre a motivazione di carattere politico, ci sono ragioni economiche a frenare i cambiamenti immaginati. Basti vedere il netto rifiuto del presidente dell'Inps, Tito Boeri, all'introduzione di quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale. Si è invece dimostrato più possibilista rispetto al calcolo dell'assegno per tutti i lavoratori in attività con il metodo contributivo.

D'altronde la commissione Lavoro della Camera dei deputati sembra destinata a dare il via libera all'estensione del contributivo donna oltre il 31 dicembre, concedendo così l'opportunità del congedo a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per quelle autonome, in cambio di una parte dell'assegno. Più defilata è l'ipotesi avanzata dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ad esempio, del prestito previdenziale per consentire agli over 50 senza lavoro di ritirarsi con un aiuto economico da restituire in piccole rate e senza interessi.

Porte chiuse al presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, e alla sua proposta di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione nell'età compresa tra i 62 e i 65 anni, e un incentivo tra i 67 e i 70 anni. Lo schema dei bonus e delle penalizzazioni prevede nel caso di pensionamento effettivo a 62 anni l'applicazione della percentuale di riduzione pari all'8%. A 63 quella del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%. A 66 anni, invece, non ci saranno bonus o malus. Quindi scatterebbero gli incentivi: a 67 anni +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni +6%, a 70 anni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il