Pensioni ultime notizie riforma Renzi: quota 100, assegno universale più di sinistra richieste da collaboratori

Matteo Orfini parla dell'operato di Renzi soprattutto sul tema lavoro e pensioni e lo invita ad applicare logiche più di sinistra nel formulare le nuove soluzioni.

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Il Governo Renzi è stato additato più volte di non fare e dire cose abbastanza di sinistra. Persino la minoranza del suo stesso partito ha denunciato con toni molto duri questa situazione, ma ora a parlare è Matteo Orfini. Eletto a furor di popolo Presidente PD nel 2014 e nominato dallo stesso Renzi commissario straordinario del Partito Democratico romano, Orfini invita alla calma ma non la manda a dire.

Il Paese necessita di riforme per quanto riguarda lavoro e pensioni. Il lavoratori precari non possono restare tali in eterno e che dire poi di coloro che un lavoro non ce l'hanno o l'avevano e l'hanno perso? Orfini non sembra dare la colpa solo alla mancanza di ricambio generazionale che, si spera, sarà risolto dalla futura manovra finanzaria: l'Italia ha bisogno di un piano di investimenti che crei nuove opportunità di occupazione e nuovi posti di lavoro.

Il Presidente del Partito Democratico, pone poi l'attenzione sull'assegno universale: per lui potrebbe essere un modo per combattere la povertà. Sono noti infatti i dati sul welfare nel Bel Paese dove solo un quarto della spesa assistenziale va al 40% più povero delle famiglie italiane. Questo welfare "al contrario", com'è stato definito, non rappresenta solo un paradosso per nulla divertente, ma è anche uno spreco di risorse che l'Italia non può più permettersi.

Matteo Orfini tiene a precisare, infine, che coloro che considerano Renzi un usurpatore sbagliano. Chi parla così, infatti, non tiene conto della storia della sinistra italiana degli ultimi 20 anni: l'impianto politico e le logiche alla base dell'operato del Governo sono perfettamente allineati ma anche Orfini alla fine non resiste e invita il Premier a fare qualcosa che sia davvero di sinistra.

La prova del nove sarà sicuramente la manovra finanziaria con le novità sulle pensioni di cui il primo passo sarà il voto del 9 settembre sul contributivo donna.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il