Enel: bilancio negativo per il 2006, ma gli investitori rimangono concentrati sull'Opa su Endesa

Un dividendo da 0,49 euro per azione, ma un utile in calo del 21,6% a causa dei mancati introiti di Wind e Terna a quota 3,03 miliardi di euro.



Un dividendo da 0,49 euro per azione, ma un utile in calo del 21,6% a causa dei mancati introiti di Wind e Terna a quota 3,03 miliardi di euro.

Questo il risultato del bilancio 2006 per Enel, che oggi incassa a Piazza Affari ltre quarti di punto percentuale portandosi sopra i 7,9 euro per azione. In effetti il giro d’affari della compagni guidata da Fulvio Conti è cresciuto del 14% oltre i 38,5 miliardi di euro, ma a giudicare dall’andamento del mercato dai volumi sembra che ciò che preme di più sia chiaramente la partita spagnola per la conquista di Endesa.

Lo scorso week ende i due grandi avversari Fulvio Conti, ad di Enel, e Wulf Bernotat, numero uno della tedesca E.on, si sono incontrati per discutere della questione, ma sembra che non abbiano raggiunto alcun accordo, anche se qualcuno ipotizza anche che in realtà una possibilità ci sia.

A breve, esattamente il 3 aprile, l’opa di E.on scadrà e il conteggio delle azioni su cui i tedeschi potranno vantare dei diritti stabilirà se con il raggiungimento del 50,1% del capitale l’opa è andata in porto. Se così fosse le imprese di Enel e Acciona unitesi in una proposta da 41 euro ad azione contro i 40 offerti da E.on risulterebbero vane e la loro contro-offerta non scatterebbe.

Certo i margini per E.on sono risicatissimi. Già Enel e Acciona, che hanno proposto un’offerta da 41 euro che grazie ai tassi Euribor maturandi da qui al prossimo novembre potrebbe diventare di 41,86 euro, hanno in portafogli circa il 46% del capitale.

E.on ha già firmato opzioni con Caja Madrid per un altro 10% mentre il Governo di Madrid, titolare di un altro decisivo 3% resta alla finestra. A conti fatti la partita è davvero tirata e gli opposti schieramenti, anche politici, potrebbero sgretolarsi.

Già perché a meno che E.on non decida di ritirarsi dall’offerta facendo scattare un’opa anticipata da 41,07 euro da parte di Enel-Acciona, durante i prossimi mesi potrebbero formarsi due nuclei duri di partecipazioni tedesche e italiane che potrebbero non avere la forza per imporre una governance decisa della stessa Endesa. A quel punto Enel ed E.on (con la supervisione del Governo Zapatero) dovrebbero per forza trovare un accordo ed è probabile che, in questo caso, proprio la connotazione spagnola di Endesa sarebbe a rischio. Tutto dipende ancora dai risultati del prossimo 3 aprile e dalle conseguenti scelte dei due contendenti.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il