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Windows 10 aggiornamento: soluzioni a problemi. Wi-fi condiviso, come funziona, sicurezza, privacy

Windows 10 mette a rischio la vostra privacy? Pare tramontato il tempo in cui la Microsoft era un porto sicuro per chi cercava di sfuggire all'invadenza di Apple e Google. Così va il mondo digitale nel 2015.




Windows 10 è stato rilasciato da poche settimane e, come sempre, la distribuzione di un nuovo sistema operativo è un momento di svolta per l'utenza PC, che dà inizio ad un periodo di scoperte delle funzionalità offerte dallo stesso. Da un certo punto di vista questa ricerca costituisce il momento più gioioso per l'utente, che torna bambino dinanzi il suo nuovo, performante giocattolo. D'altro canto, però, non sempre le scoperte sono gradite.

Le rivelazioni scaturite da uno studio condotto dalla Art Technica, appartengono purtroppo a questa schiera. I risultati del test dimostrano infatti che Windows 10 conduce un fitto dialogo con i server Microsoft, ben oltre quanto saremmo portati a credere e ritenere opportuno. Si tratta peraltro di una comunicazione bidirezionale, che vede il nostro PC non solo come mittente, ma anche destinatario di dati da parte dei server del colosso di Redmond. La Microsoft, interpellata per far luce sulla questione, si è affrettata a chiarire che Windows 10 non trasmette dati personali ma solo log anonimi, nel rispetto della privacy settata dall'utente.

Alla luce di quanto sopra appare comunque evidente che è venuto meno l'ultimo rifugio per l'utenza più paranoica e gelosa della propria privacy. Chiunque avesse scelto Microsoft come ribellione verso l'invadenza di Apple e Google ha avuto un amaro risveglio. Bisogna però prendere atto del fatto che, nel 2015, l'universo digitale ha intrapreso questa direzione, stabilendo una simbiosi molto forte, per quanto discutibile, tra utenza e fornitore di servizi. I colossi mettono a disposizione software ed app gratuite, irrazionale credere che possano farlo senza chiedere nulla in cambio. Più tollerabile pensare che lo scambio di dati in tempo reale garantisca il miglior funzionamento del sistema, alleggerendo il peso delle operazioni effettuate dai nostri PC e consentendo di ottimizzare le nostre esperienze di navigazione sulla base delle preferenze pregresse.

All'utente ormai non resta che adeguarsi, se vuole continuare a far parte dell'universo digitale. Una decisione forzata che non lascia comunque tranquilli, sapendo che per quanto siano protetti i server che contengono i nostri dati, il numero di attacchi e violazioni che subiscono è in costante crescita.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il