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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quasi realtà l'assegno universale in legge stabilità o decreto previdenza

Sembra muoversi qualcosa in riferimento alle misure per la lotta alla povertà. In particolare si torna a parlare di assegno universale ma resta da delineare per chi e in che misura.




Torniamo a parlare della manovra finanziaria attesa entro il 15 ottobre e delle forme di attuazione delle novità che introdurrà. Un capitolo sarà destinato alla lotta alla povertà e così torna in auge l'ipotesi dell'introduzione dell'assegno universale.

Questa misura, caldeggiata dal Premier Matteo Renzi, dal Presidente dell'Inps Tito Boeri e dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, non dovrebbe incontrare ostacoli nemmeno da parte dell'Ue dato che già nel resto d’Europa esiste una misura simile.

I punti da chiarire restano a chi destinarlo e in che modo.

Il Movimento 5 Stelle vorrebbe fosse valido per tutti, il ministro Poletti invece che fosse una sorta di premio per coloro che dimostrano di cercare lavoro attivamente frequentando anche corsi di formazione o di aggiornamento. Tito Boeri preferirebbe utilizzare l'assegno universale per aiutare coloro che abbiano compiuto 55 anni e siano senza lavoro e non percepiscano una pensione.

In linea di massima questo assegno di sostegno (per un massimo di 780 euro mensili) aiuterà il beneficiario a portarsi al di sopra della soglia di povertà in cambio probabilmente di programmi di reinserimento sociale. Per la valutazione degli aventi diritto è al vaglio l'ipotesi di fare riferimento, oltre che alla dichiarazione dei redditi, anche ai parametri Isee che restituiscono un'immagine molto più veritiera delle condizioni dell'intero nucleo familiare.

Oggi sono circa 5 milioni gli italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà ed è per questo che nell'attesa di ulteriori notizie sull'assegno universale il Ministro Poletti mira a un rafforzamento del programma SIA (Sostegno per l'inclusione Attiva). Questa misura è in fase di sperimentazione da qualche anno nelle grandi città (con più di 250.000 abitanti) e al Sud per un totale di circa 4.000 persone beneficiarie di una media di 360 euro mensili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il