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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: assegno universale. nonostante varie leggi allo studio, fatti primi passi concreti

L'assegno universale proposto da Tito Boeri, presidente dell'INPS, continua a fare parlare la politica italiana. Le opinioni del M5S e di Poletti, fra le altre, sono particolarmente precise.




Le dichiarazioni del Presidente dell’INPS, Tito Boeri, di qualche tempo fa, hanno innescato una acceso dibattito politico che non accenna a placarsi. Boeri, con l’autorità e competenza che gli si riconosce, ha ventilato l’introduzione di un assegno universale. Questa somma andrebbe a sostegno degli individui over 55 senza lavoro né diritto alla pensione

La reazione a queste affermazioni è stata di sostegno abbastanza trasversale, tra le forze politiche, ma non senza puntualizzazioni. 

Nel corpo del governo non solo il Premier Matteo Renzi, ma anche il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, hanno manifestato apprezzamento. Non sono però mancate precisazioni sulla durata massima dell’assegno ed altri fattori di merito che, a dire di Poletti, andrebbero tenuti da conto, come per esempio la partecipazione a corsi di aggiornamento e professionali che testimonierebbero la motivazione e la buona volontà nel desiderio di ricollocarsi in ambito professionale. 

I membri del Movimento 5 Stelle, ad esempio, si sono subito affiancati a Boeri, ma hanno sottolineato che un simile istituto è già diffuso nella intera Unione Europea. L'UE non lo ostacolerebbe poiché già presente in forme e misure diverse in altre nazioni europee. Il M5S ha criticato il limite d’applicazione agli over 55, rifacendosi agli esempi di altre nazioni, con coperture maggiori. In quest’ottica non è tardata la risposta di Boeri, che ha escluso impegni più onerosi, poiché nelle sue intenzioni l’assegno graverebbe unicamente sull’INPS, senza incidere sul bilancio statale, già precario. 

La spinta per un simile istituto sarebbe giustificata, a dire di Boeri, dalla grave situazione in cui versa il disoccupato over 55, le cui speranze di trovare lavoro sono drasticamente ridotte. Le statistiche ufficiali dell’INPS riportano infatti che solo il 10% di loro riesce a trovare un nuovo impiego. L’intervento dell’Ente, nelle intenzioni del suo Presidente, sarebbe concreta testimonianza dell’impegno sociale verso chi affronta certe difficoltà. L’assegno andrebbe commisurato, secondo Boeri, a diversi variabili, quali il reddito delle famiglie ed i patrimoni immobiliari e mobiliari. Ovviamente Il presidente dell’INPS auspicherebbe un rigoroso controllo delle reali necessità degli assegnatari, per evitare irregolarità tipiche italiane.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il