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Pensioni ultime notizie settimana tra conferme e smentite fattibilità riforma Governo Renzi

Settimana frenetica nel campo delle pensioni e non, tra richiami leghisti, previsioni di Moody's e le assicurazioni del viceministro Morando, l'opinione pubblica frastornata cerca di trovare il bandolo della matassa.




La situazione politica in continua evoluzione si traduce in un flusso inarrestabile di dichiarazioni e dati. Mentre si rincorrevano le notizie di un nuovo piano pensioni, è giunta la secca smentita del viceministro dell’Economia Enrico Morando, che ha negato l’intenzione del Governo attuale di intervenire nuovamente sui trattamenti d’anzianità, anche perché già operata dal Governo Monti nella scorsa legislatura. Invitando tutti alla delicatezza, data la sensibilità dell’argomento, ha aggiunto che potrebbero esserci degli interventi di lieve entità e, soprattutto, ipotesi di decontribuzione non finanziata direttamente dallo Stato.

L’opinione pubblica resta in attesa di ulteriori sviluppi anche in materia di contribuzione donne. Il voto del 9 settembre potrebbe essere decisivo, secondo l’Onorevole Gnecchi, per fare un sostanziale passo verso l’equilibratura dei trattamenti pensionistici tra i sessi grazie al piano contributivo donna.

Molta attenzione è stata rivolta alla proposta della massima autorità dell’INPS. Il Presidente, Tito Boeri, ha parlato dell’opportunità di istituire un assegno universale a sostegno degli over 55 senza lavoro né diritto alla pensione. Diverse voci si sono levate a supporto, invocando persino l’allargamento del campo di applicazione, ma ancora nessuno sviluppo tangibile.

In un quadro politico così complesso spicca il richiamo alle armi del leghista Salvini. Il suo tentativo di boicottaggio del sistema Italia nei giorni dal 6 all’8 novembre probabilmente avrà più risonanza mediatica che concreta applicazione.

Di ben altra natura invece le esternazioni dell’agenzia di rating Moody’s, che ha rilasciato le sue previsioni sul Pil 2016 stimato per l’Italia. Lo striminzito +1% è l’ennesimo colpo ai piani del Premier Renzi e rischia di costringere il Governo ad appellarsi ulteriormente presso l’UE per uno sconto.

Il tutto in un momento in cui l’Unione Europea, leggasi la Germania, non è convinta di certe operazioni populiste come il taglio della Tasi sulla prima casa. Alla luce dei nuovi sprechi che continuano a risaltare in bilancio e dell’invito della Corte dei Conti a rivedere l’intero sistema, tale posizione parrebbe alquanto condivisibile.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il