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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, contributivo durante questo mese agosto

La quota 100 proposta da Cesare Damiano sembra aver convinto solo i sindacati, finendo scavalcata dall'assegno universale suggerito da Tito Boeri, Presidente dell'INPS.




La famosa quota 100, proposta tempo or sono dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, sembra essersi momentaneamente arenata. Il disegno di legge, firmato Cesare Damiano, suggerisce un nuovo sistema di flessibilità in uscita per i lavoratori, da applicarsi nella finestra tra il gennaio 2016 ed il dicembre 2021. Il piano punta ad agevolare il pensionamento dei dipendenti la cui somma tra età ed anni di contribuzione raggiunga, appunto, il valore di 100. Ad esempio, un lavoratore di 63 anni con 37 annualità di contribuzione versate sarebbe libero di andare in pensione prematuramente. Nelle intenzioni un simile piano dovrebbe favorire il ricambio generazionale, liberando posti a favore dei giovani disoccupati.

Le reazioni alla proposta sono state sin da subito scettiche: persino il Presidente dell’INPS Tito Boeri l’avrebbe sonoramente bocciata, affermando che comporterebbe un costo insostenibile per l’Ente e, più in generale, lo Stato. Soltanto i sindacati si sono dimostrati favorevoli.

Le critiche hanno indotto Damiano a rivedere la sua proposta: è così nata la variante della quota 97 con penalizzazioni. Una versione in cui alla somma algebrica dei valori sopraccitati si aggiunge la discriminante di tetti minimi da raggiungere. Anche questa, come altre declinazioni di diversa fonte, non pare aver raccolto grandi consensi.

Il sostegno trasversale è andato in seguito confluendo verso l’assegno universale auspicato da Tito Boeri. Infatti il Presidente dell’INPS non si è limitato a bocciare la quota 100, ma ha suggerito un istituto a sostegno degli over 55 senza lavoro né pensione. Il Presidente Boeri ha tenuto a sottolineare l’esigenza di un gesto che dimostrerebbe l’impegno sociale dell’INPS verso i lavoratori svantaggiati. Allo stato attuale è proprio questo assegno l’ipotesi più apprezzata di intervento in campo previdenziale. Ne sono prova gli apprezzamenti ricevuti dalle forze politiche più disparate, persino da importanti cariche dello Stato, quali il Premier Renzi. 

Ricordiamo infine che l’assegno contributivo rappresenta la norma definitiva del sistema previdenziale italiano e riguarda tutti gli assunti dopo il 1995, con applicazione pro-rata anche a chi al 31 dicembre del 1995 non aveva ancora maturato 18 anni di anzianità contributiva per tutti i contributi versati dopo quella data. 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il