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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Morando, Boeri, Baretta, Zanetti, Boccia. E' scontro su fattibilità interventi

Le pensioni come sempre campo di battaglia e cantiere aperto per tutte le forze politiche. I pensionati ed aspiranti tali non possono dormire sonni tranquilli. Da Morando a Baretta, a Renzi e Boeri, tutte le esternazioni.




Il trattamento pensionistico torna ad essere teatro di cruenti scontri verbali tra le forze politiche, ma anche di confronto interno della sinistra. Come un crocevia, sulla previdenza convergono la maggior parte delle esternazioni recenti delle forze politiche, cosa che non lascia tranquilli i pensionati ed aspiranti tali italiani.

Se da un lato il viceministro dell’Economia Morando smentisce l’esistenza di un nuovo piano pensioni, dall’altro risuona il diktat del Premier Renzi sull’esigenza di creare flessibilità in uscita. Sarebbe questa la chiave di volta per consentire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro. La visione di Renzi non convince il Presidente della Commissione Bilancio della Camere dei Deputati , Francesco Boccia. La preoccupazione principale di quest’ultimo è l’entità delle risorse necessarie per mettere in atto i progetti del Premier. Appare probabile che l’Italia si veda costretta a chiedere clemenza all’UE, presso la quale al momento non gode di molte simpatie per certe scelte populiste. Lo stesso Boccia auspica interventi più selettivi sulla Tasi e la tassazione dei giganti del web che, a suo dire, non contribuiscono alle entrate del fisco in modo congruo.

Per quanto concerne gli oltre 5 milioni di cittadini penalizzati dalla legge, il sottosegretario all'Economia Zanetti, sostiene che potrebbe essere risarcito solo chi prende meno di 5.000 euro al mese perché al di sopra di quella soglia sarebbe ingiusto rimborsare, venendo meno il requisito di giustizia sociale. Per risarcire tutti sarebbe necessario aumentare l'IVA, il che devasterebbe l’intero sistema. Per questo motivo spunta nuovamente l'ipotesi dei rimborsi in titoli di Stato. 

In questo quadro il sottosegretario all’Economia Baretta suggerisce, insieme al viceministro Damiano, di consentire il pensionamento anticipato, allo scopo di favorire la flessibilità del lavoro. Il tutto rimodulando l’importo dell’assegno spettante sulla base di penalizzazioni proporzionali agli anni di anticipo. Secondo Baretta è maturo il tempo per un serio dibattito sui diritti pensionistici acquisiti, pur salvaguardando i trattamenti di fascia medio-bassa.

Un’ultima proposta è giunta dal Presidente dell’INPS in persona. Tito Boeri si è premurato di suggerire un assegno universale a sostegno dei lavoratori Over 55 senza impiego né pensione. Questa è l’ipotesi più apprezzata allo stato attuale, ma non mancano gli interventi critici, persino surreali, come quelli di Orfini e Taddei, che invitano l’esecutivo a mettere in atto politiche più di sinistra.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il