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La manovra finanziaria é ancora indecifrabile. Prende quota l'assegno universale, si attende il voto per la contribuzione donna. Nulla di certo allo stato attuale.




Si avvicina il momento della manovra finanziaria 2016, la cui pubblicazione è prevista intorno metà ottobre, ma la nebbia intorno al suo contenuto non accenna a diradarsi.

Le proposte che si sono succedute in materia previdenziale rimangono sul tavolo, con maggiore o minore considerazione. Per alcune, come quella in tema di contribuzione femminile, attendiamo i primi del prossimo mese per degli sviluppi sostanziali. In attesa del voto del 9 settembre, l’Onorevole Gnecchi sottolinea che la proposta costituisce un grande passo avanti verso l’equiparazione del trattamento previdenziale tra i sessi.

Sembrerebbe accantonata la proposta della quota 100 e successive revisioni. Baretta e Damiano, dalla Commissione per il Lavoro di cui fanno parte, auspicavano l’incremento della flessibilità del lavoro con un pensionamento elastico. Sebbene il ricambio generazionale sia uno dei punti cardine del diktat del Premier Renzi, questa proposta è stata largamente criticata. A parte l’appoggio dei sindacati, molti hanno evidenziato il costo eccessivo del piano, insostenibile per le attuali finanze dello Stato.

Tra i principali detrattori della quota 100 il Presidente dell’INPS Tito Boeri, che ha successivamente partorito una sua proposta. Si tratta dell’assegno universale, un contributo a sostegno degli over 55 senza lavoro né diritto alla pensione. Questo assegno, dall’importo variabile in base al reddito e patrimonio del nucleo familiare è, secondo Boeri, più di un aiuto economico. Il Presidente dell’INPS vede in esso il segno tangibile dell’impegno sociale dell’Ente verso i più bisognosi. Sicuramente non è l’unico poiché, allo stato attuale, l’assegno universale è la proposta più gettonata, avendo ricevuto esplicito appoggio dal Premier in persona, nonché sostegno politico trasversale.Non è comunque da escludere che la formulazione dell’assegno subisca variazioni: ad esempio, il ministro del Lavoro Poletti ha paventato limitazioni temporali e subordinazione a particolari meriti dell’erogazione.

La nebbia avvolge anche gli interventi sulla PA.
La riforma Rai ha visto varato un DDL che ne modifica il potere decisionale, introducendo un amministratore delegato e riducendo il numero dei consiglieri. Nel limbo rimane anche la soluzione per il dilemma dei quota 96: il caso dei dipendenti della scuola cui la normativa ha impedito il giusto pensionamento.

Infine Il delicato tema di amnistia e indulto, anch’esso rimandato a settembre, nonostante l’esplosiva situazione carceraria.

Insomma, molto lavoro attende il governo dopo le vacanze: gli italiani hanno bisogno di risposte e certezze.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il