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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma integrata a modifiche assistenza, contratti, sciopero, regole lavoro

In autunno revisione in arrivo per le leggi sugli scioperi e sui contratti. Per la rappresentanza previsto uno sbarramento al 5%.




Il Premier Matteo Renzi e i suoi hanno annunciato una nuova sfida in autunno, ovvero la promessa di rivedere le norme sulla regolamentazione del lavoro e di usare il pugno duro se necessario.
In mancanza di un accordo tra le parti sociali sarà lo stesso Governo a deciderne le linee guida e a legiferare in proposito.

Il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano e Pietro Iachino, Senatore PD, si sono trovati d'accordo nel prevedere una soglia di sbarramento del 5% per diminuire il numero di sindacati che posso sedere al tavolo delle trattative. Quello della rappresentanza è un nodo cruciale perché chi firma i contratti si assume una responsabilità nei confronti degli altri lavoratori, che appartengano alle associazioni o meno.
Verosimilmente questo dato verrà desunto dai numeri delle elezioni dei vari delegati.

Per quanto riguarda il solo pubblico impiego, prima di indire uno sciopero il numero di consensi deve essere almeno pari al 30/40% dei lavoratori, mentre la percentuale sale al 50% in caso di approvazione dei contratti.

Damiano non vede di buon occhio l'usanza tedesca di un unico grande sindacato designato per elezione e si ipotizza una perdita di importanza dei contratti nazionali in favore di quelli territoriali e aziendali. Ci si augura d'altro canto che questo non generi altri problemi, come ad esempio salari troppo diversi a seconda delle dimensioni dell'azienda.

E che dire poi dei 400 contratti nazionali? Sarebbe bene ridurne il numero e crearne di nuovi per le nuove categorie, ad esempio per gli informatici.
Il tutto in un'ottica di revisione del sistema del welfare e dell'assistenza in generale ad oggi considerati poco equi.

Per ristabilire l'equilibrio e combattere la povertà sarebbe utile l'introduzione dell'assegno universale per le fasce più deboli (ad oggi over 55 senza pensione e senza lavoro).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il