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Pensioni ultime notizie affermazioni e risposte dirette da Renzi seppur Ministero Finanze pone ancora diversi limiti e blocchi

Il premier Renzi continua ad aprire a novità pensioni anche se ministro Economia e tecnici frenano: tutto dipende dall’andamento dell’economia. Le ultime notizie




Il dibattito sulle novità pensioni continua ad esere aperto ma manca ancora una reale strategia di intervento e le ultime notizie sono piuttosto contraddittorie. Mentre infatti forze politiche e sociali auspicano interventi concreti a breve e nella prossima Manovra Finanziaria d'autunno, i tecnici del Tesoro e lo stesso ministro dell'Economia Padoan, pur sostenendo di essere a lavoro per definire possibili cambiamenti, frenano su interventi immediati a causa della mancanza di risorse economiche necessarie.

E in questo quadro di interventi e dichiarazioni si inserisce il viceministro dell'Economia Morando, che non si dice contrario a interventi pensionistici ma che da sempre smentisce interventi sull'attuale legge previdenziale al vaglio del governo. Morando, in realtà, sostiene eventuali modifiche alle pensioni attuali, purchè, però, non sia rschiesto l'impiego di ulteriori fondi, altrimenti ritiene che si tratterebbe di un errore. In poche parole, il viceministro dell'Economia direbbe sì a interventi per cambiare la legge pensionistica attuale purchè autofinanziati.

D’altro canto, le recenti dichiarazioni del premier Renzi lasciano ben sperare: se, infatti, in occasione della Festa dell’Unità tenutasi a Roma lo scorso luglio, il premier aveva aperto, di nuovo, alla possibilità di mettere a punto soluzioni per andare in pensione prima nonché per aumentare le pensioni minime, ha rilanciato eventuali novità anche in occasione della Festa di Ferragosto.

Ma non solo: in riferimento alla proroga della contributivo donna, che permetterebbe alle lavoratrici di andare in pensione, fino al 31 dicembre 2015, ancora a 57 anni di età (58 per le autonome) con 35 anni di contributi e calcolo della pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, dunque accettando un assegno finale ridotto rispetto a quello che si percepirebbe con sistema retributivo; e alla condizione dei lavoratori precoci, coloro che cioè hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi e che chiedono di potere andare in pensione con 41 anni di contributi senza limiti di età anagrafica e penalizzazioni, avendo loro versato un monte contributivo per un lunghissimo periodo, il premier Renzi ha risposto direttamente alla mail proprio di uno di questi lavoratori.

E le sue parole sono state decisamente positive per chi spera in novità: Renzi ha infatti scritto che il governo è al lavoro per mettere a punto correzioni all’attuale legge pensionistica, in modo da concedere anche maggiore flessibilità in uscita, il tutto però sempre in base alle disponibilità economiche possibili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il