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Ultime notizie pensioni anticipate Renzi-Boeri nuovo piano inedito allo studio che unisce migliori elementi dei vari sistemi

Mini pensione e prestito, assegno universale, proroga contributivo donna e non solo: le novità pensioni attese dal prossimo settembre




Mini pensione e prestito con possibilità di lasciare il lavoro a partire da 62 anni di età e riduzione del trattamento finale in base all’anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione rispetto alla soglia attuale dei 66 anni e che partirebbe dal 3% per arrivare ad un massimo del 12: questa la novità in discussione al momento per intervenire sull’attuale legge pensionistica e per calcolare la riduzione dell’assegno si pensa a considerare l’ipotesi del presidente dell’Inps Boeri di spalmare il montante contributivo accumulato nel corso della propria vita lavorativa in base ad età di uscita e speranza di vita rimanente.

Insieme a questo piano di lavoro, le ultime notizie parlano di nuove possibilità di approvazione concreta dell’assegno universale per gli over 55, ormai atteso da qualche mese. Prima dell’estate, quando sembrava ormai esservi avviato all’approvazione definitiva è stato bloccato da una serie di dibattiti che si sono aperti innanzitutto sulle fasce cui destinare la misura, visto che il presidente Boeri nel suo piano pensioni lo aveva presentato solo per gli over 55 che perdono il lavoro, mentre il M5S vorrebbe estenderlo a tutti e il ministro del Lavoro Poletti solo a coloro che dimostrano di essere impegnati realmente nella ricerca di una nuova occupazione.

Per capire quali saranno le reali misure che potranno essere messe in atto, in considerazione anche delle risorse necessarie per le novità che rientreranno nella prossima Manovra Finanziaria, bisognerà aspettare ancora qualche settimana e l’arrivo del mese di settembre.

Tra le altre misure possibili attese anche la proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2015, che permetterebbe ancora alle lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni di età, che salgono a 58 per le autonome, con 35 anni di contributi e calcolo dell’assegno finale con metodo contributivo e non più con il vantaggioso retributivo, il che significherebbe accettare una pensione ridotta di circa il 25-30%, secondo le stime; e l’applicazione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, che servirebbe per finanziare eventuali ulteriori interventi pensionistici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il