BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie da bloccare nuove regole anno prossimo se quota 100, contributivo, assegno universale non realizzabili

Rendere più flessibile l’uscita dal lavoro soprattutto per dare nuova spinta al mercato occupazionale e al turn over generazionale: novità proposte pensioni e ultime notizie




Rendere più flessibile l’uscita dal lavoro soprattutto per dare nuova spinta al mercato occupazionale e al turn over generazionale continua ad essere tra gli obiettivi primari del governo Renzi anche se le novità concrete in tal senso sono pressocchè nulle. Le discussioni si protraggono da mesi, continuano ad arrivare proposte di modifica, in Parlamento sono stati presentati tantissimi ddl, si cercano compromessi tra le diverse forze politiche e i dibattiti tra le forze sociali incalzano, eppure le ultime notizie non riportano ancora nulla di definitivo. E le soluzioni per modificare l’attuale legge pensionistica tardano ad arrivare.

A bloccarle principalmente due ostacoli: la situazione economica piuttosto critica della nostra Italia a e la contrarietà ancora persistente dell’Ue a qualsiasi intervento sulle pensioni attuali. Nonostante questi ostacoli, il premier Renzi, insieme alla sua squadra, dal presidente dell’Inps Boeri, al commissario per la spending review Gutgeld, continua a ribadire l’intenzione del governo di agire sulle pensioni con interventi che devono però ancora essere definiti e che potrebbero partire, come detto più volte, da interventi negativi e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, da cui trarre quelle risorse economiche necessarie per attuare ulteriori interventi.

Queste misure potrebbero rientrare nel decreto previdenza piuttosto che nella prossima Manovra Finanziaria che, esattamente come l’anno scorso, potrebbe non contenere alcuna novità sulle pensioni. Intanto, dopo la presentazione del piano pensioni del presidente Boeri lo scorso luglio, in queste ultime settimane di agosto si è tornati a parlare di possibili modifiche alle pensioni, attraverso un piano che sia sintesi delle diverse proposte presentate.

Punto di partenza è l’intenzione di concedere la possibilità di andare in pensione prima, a 62 anni o 63 anni, accettando però una riduzione dell’assegno finale del 3% per ogni anno di mancata contribuzione. Il valore più basso della pensione finale potrebbe essere accompagnato dalla mini pensione, con un anticipo per i lavoratori che dovrebbe essere poi restituito una volta maturati i normali requisiti pensionistici. La nuova proposta di intervento sulle pensioni conterebbe anche il contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate che superano i 3000-3500 euro mensili e potrebbero essere imminenti anche la proroga del contributivo donna e dell’assegno universale per gli over 55.

E torna anche in ballo il sistema di uscita con quota 100, somma di età anagrafica e contributiva. Se però tutti questi interventi non potranno essere messi in atto, per mancanza di soldi soprattutto e per il mancato appoggio dell'Ue, sarà bene bloccare le nuove norme, considerando che, per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita Istat, da gennaio 2016 l'età pensionabile dovrebbe salire ancora, passando dagli attuali 66 anni e tre mesi a 666 anni e sette mesi, rendendo, dunque ancora più rigidi i requisiti di uscita dal lavoro.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il