BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: contributivo donna a rischio per correzioni da Ministero Finanze

E’ in programma per il prossimo 9 settembre il voto sulla proroga del contributivo donna: ultime notizie, nuove richieste e cosa potrebbe accadere




E’ in programma per il prossimo 9 settembre il voto sulla proroga del contributivo donna che, nonostante le novità positive che circolavano nelle scorse settimane, potrebbe di nuovo essere bloccato, ancora una volta dalle resistenze dei tecnici del Ministero delle Finanze che sono alla ricerca dei fondi necessari per approvare la proroga del regime che permetterebbe alle donne lavoratrici di andare in pensione prima fino al 31 dicembre 2015, anche se i politici in Commissione Lavoro sostengono che i soldi siano già disponibili.

Il primo voto di approvazione potrebbe però essere bloccato per la definizione di diversi punti ancora: resta, innanzitutto, da chiarire la possibilità per le lavoratrici di esercitare questa possibilità di uscita anticipata attraverso il calcolo della contribuzione nella gestione separata. Il problema da risolvere riguarda il dubbio e le modalità di accesso alla pensione con contributivo donna per quelle lavoratici che hanno avuto carriere discontinue e che accettando il calcolo della pensione finale esclusivamente con sistema contributivo riceverebbero un assegno troppo basso.

Molte lavoratrici, infatti, hanno abbandonato il lavoro dipendente in favore di un'attività da libera professionista con partita iva con versamento dei contributi nella gestione separata. Il problema è che i contributi in questa gestione non possono essere oggetto di ricongiunzione, per cui ci si pone il quesito di come risolvere queste situazioni. Altra questione da definire è la risposta attesa alla domanda di cancellazione dei tre mesi di aspettativa di vita nel calcolo del contributivo donna, aspetto di particolare rilevanza che riduce di almeno un anno la durata del regime sperimentale.

La richiesta è, dunque, quella di considerare al 31 dicembre 2015 i 57 anni e 35 anni di contributi, senza conteggiare i 3 mesi di speranza di vita che lascerebbero fuori da questa possibilità le nate tra settembre e dicembre del 1958. Altra richiesta è quella di riconoscere i contributi figurativi per la maternità e i lavori di cura delle donne.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il