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Pensioni Governo Renzi ultime notizie calano probabilità interventi positivi eppure nuovi forti tagli sanità sicuri

Nuovi tagli alla sanità, piano di revisione della spesa pubblica con spending review per risparmiare miliardi da reimpiegare: quali interventi previsti? Le novità




Dopo i primi tagli annunciati sulla sanità, piano di interventi che lo stesso premier Renzi ha precisato che non taglierà nulla ma razionalizzerà la spesa sanitaria, le novità riportano ancora ultime notizie su un’ulteriore riduzione dei servizi che dovrebbe portare nella Casse dello Stato risparmi per circa 10 miliardi di euro, da recuperare nel triennio 2016-2018. Si tratta di nuovi interventi negativi che si inseriscono nel piano di revisione della spesa pubblica cui stanno lavorando i tecnici della spending review che dovrebbe partire dalle spese dei ministeri.

Secondo quanto anticipato, dai tagli delle spese dei ministeri, alla centralizzazione degli acquisti della Pa e dalla sanità si dovrebbero ricavare circa 6 miliardi dei 10 stabiliti dal Def come obiettivo della spending review per il 2016. E per arrivare alla fatidica somma dei 10 sarebbero già al vaglio altri interventi di riduzione della spesa che dovrebbero interessare, per esempio, razionalizzazione dei trasferimenti e dei sussidi al trasporto pubblico, che potrebbe comportare un aumento delle tariffe, e altri allo studio dei tecnici, che potrebbero riguardare una stretta su pensioni di invalidità e altri trattamenti di tipo assistenziale.

Si tratta, in quest’ultimo caso, di interventi negativi e tagli che erano già stati annunciati dallo stesso premier, e su cui si è detto d’accordo anche il presidente dell’Inps, Tito Boeri, appoggiati anche dall’ex commissario per la spending review Cottarelli. Il piano di tagli e revisione della spesa si è reso necessario per il recupero di quelle risorse economiche mancanti ma necessarie per mettere in atto le misure della prossima Manovra Finanziaria ma non solo.

Nonostante, però, sembra siano definiti i tagli e nonostante le polemiche, non vi è ancora la certezza che i fondi vengano effettivamente impiegati per ulteriori interventi postivi, considerando che bisogna anche fare i conti con una situazione economica italiana non proprio rosea. E questo scenario economico negativo è ciò che porta i tecnici del Tesoro a bloccare da sempre ogni novità anche sulle pensioni. Eppure per intervenire con cambiamenti sull’attuale legge pensionistica non sarebbero necessari i tagli della spending review perché eventuali risparmi deriverebbero dalle penalizzazioni che ogni sistema di prepensionamento proposto, da quota 100, a mini pensione, a contributivo, prevedono a carico dei lavoratori che vogliono andare in pensione prima.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il