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Pensioni ultime notizie diversi paradossi quota 100, contributivo, mini pensione combinati insieme in nuove legge Renzi-Boeri

In queste settimane di agosto si è andata delineando una nuova proposta di legge per modificare l’attuale legge pensionistica: cosa prevede e dubbi da risolvere




In queste settimane di agosto si è andata delineando una nuova proposta di legge per modificare l’attuale legge pensionistica che rappresenta una sorta di combinazione delle diverse proposte finora avanzate. La novità prevede infatti un mix di piano di uscita con quota 100, contributivo e mini pensione come voluto dal presidente dell’Inps Boeri e dal premier Renzi. Il nuovo piano potrebbe permettere ai lavoratori di andare in pensione prima con mini pensione e decurtazioni sull'assegno finale fino ad un massimo del 12%, cioè tagli del 3% per ogni anno di uscita anticipata, sulla base dei contributi accumulati durante la propria vita lavorativa, e penalizzazioni come previste dalla quota 100.

L’erogazione della mini pensione, che dovrebbe avere un valore di circa 700 euro al mese, poi da restituire però una volta che il lavoratore matura i normali requisiti pensionistici richiesti, servirebbe per rendere meno pesanti, nel'immediato, i tagli che sarebbero del del 3% per ogni anno di anticipo in cui si va decide di andare in pensione rispetto alla soglia stabilita, fino ad un massimo del 12% se si esce a 62 anni.

Questo piano, però, presenta diversi paradossi, innanzitutto perché l’uscita anticipata rischia di essere completamente a carico del lavoratore, considerando che l’importo dell’assegno finale è calcolato sulla base dei contributi versati durante l’intera vita lavorativa del singolo, in modo da renderlo a costo zero per lo Stato ma così facendo sarebbe poco vantaggioso per cui si tratterebbe di un’opzione che in pochi sceglierebbero riducendo le possibilità di turn over lavorativo.

Altro dubbio riguarda il contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, che dovrebbero essere quelle di 3mila euro, e a cosa servirebbe questo prelievo se, cioè, per finanziare qualche intervento, come l’assegno universale o qualche altro provvedimento. Di certo finora c’è che si aspetta il parere dei tecnici del Ministero delle Finanze per capire la sostenibilità di eventuali interventi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il