BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie quota 100, legge ibrida Renzi-Boeri, assegno universale, contributivo e Pd, Lega, M5S, Forza Italia

Le ultime notizie smentiscono possibili novità pensioni nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre ma sono tante le ipotesi di modifica al vaglio: le novità




Le ultime notizie smentiscono possibili novità pensioni nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre, ma si continua a discutere di possibili soluzioni per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia e rendere più flessibili i requisiti oggi previsti. Tra le ultime proposte, quella della nuova legge Renzi-Boeri , che combina le proposte di modifica finora presentate e che prevede possibilità di lasciare il lavoro a 62, 63 anni, con decurtazioni sull'assegno finale fino ad un massimo del 12%, cioè tagli del 3% per ogni anno di uscita anticipata, fino a 62 anni, sulla base dei contributi versati durante la propria vita lavorativa, riprendendo in parte le penalizzazioni del piano di quota 100 ma percependo la mini pensione per rendere meno pesanti i tagli previsti.

Questo piano riprende in parte le misure del piano pensioni presentato dal presidente dell’Inps Boeri di ricalcolo contributivo per andare in pensione prima senza pesare sulle casse dello Stato e si affianca alle ipotesi e ai disegni di legge già presentate dai diversi partiti politici. Mentre l’assegno universale per tutti è la proposta su cui punta da sempre il M5S che ha anche chiesto di prorogare per tutte le donne lavoratrici la possibilità di andare in pensione prima fino al 31 dicembre 2018, più ampio il ventaglio di proposte presentate dal Pd.

La minoranza chiede una completa revisione dell’attuale legge pensionistica, mentre Damiano, presidente della Commissione, continua a rilanciare su uscita con quota 100, data dalla somma di età anagrafica e contributiva, e a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro; la deputata Gnecchi continua a rilanciare sulla necessità di proroga del contributivo donna, mentre altri deputati hanno chiesto di reintrodurre l’obbligo di divieto di cumulo di redditi da lavoro e redditi da pensione.

Aumento delle pensioni minime a mille euro è il punto cardine della proposta pensioni di Forza Italia, mentre la Lega, insieme alla proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2018, ha presentato anche una richiesta di pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012. Al momento però tutto sembra bloccato e le tante parole e dichiarazioni fatte difficilmente si trasformeranno in realtà, con probabilità che tutto venga di nuovo rimandato all’anno prossimo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il