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Pensioni ultime notizie temi critici urgenti da risolvere per anno prossimo oltre quota 100, assegno universale, contributivo

Le ultime notizie sull’andamento dell’economia italiana non permettono ancora di intervenire con modifiche alle pensioni: situazione e novità




Le ultime notizie su andamento economico dell’Italia, conti pubblici che peggiorano e Pil di nuovo negativo rispetto ai primi mesi del 2015 quanto era tornato a crescere stanno facendo svanire le speranze di vedere novità pensioni nella Manovra Finanziaria di ottobre. Sarà infatti difficile che si raggiunga la decisione di modifiche tra quota 100, contributivo, mini pensione, piano mix di queste diverse tre diverse ipotesi di intervento flessibile per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima ma a fronte di penalizzazioni sull’assegno finale. Difficile anche che si riesca a trovare a breve una soluzione per l’approvazione dell’assegno universale.

Servono innanzitutto risorse per coprire la misura e, nonostante il presidente dell’Inps Boeri, durante la presentazione del suo piano pensioni, abbia chiaramente spiegato di aver pensato a questa misura solo per gli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dai requisiti necessari e che rischierebbero di rimanere così senza stipendio e senza pensione, bisogna ancora definire la fascia di persone cui destinarlo effettivamente, considerando che il Ministero del Lavoro vorrebbe erogarlo sì a coloro che perdono il lavoro e hanno un’età superiore ai 55 anni ma che dimostrino, allo stesso tempo, di essere alla ricerca di un nuovo impiego.

Il M5S, invece, da sempre, pensa all’assegno universale per tutti. E nell’attesa che vengano meglio definite queste soluzioni per le pensioni, nella prossima Manovra si prospettano comunque temi più urgenti da affrontare e misure da definire soprattutto per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, come l’aumento dell’Iva. Ma anche aumento degli stipendi per gli statali, rivalutazione negativa degli assegni previdenziali dal gennaio 2016.

Considerando, dunque, le difficoltà di cambiare l’attuale legge previdenziale nell’immediato, l’ipotesi alternativa potrebbe essere quella di bloccare le nuove norme cercando di evitare lo scatto dell’aumento dell’età pensionabile, che da gennaio 2016 passerà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, per l’adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il