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Pensioni ultime notizie fattibilità quota 100, assegno universale, contributivo difficile. Sempre più politici e studiosi contrari

Le ultime notizie su posizioni e pareri di tecnici, politici e studiosi su modifiche all’attuale legge pensionistica: novità




Sono diverse le novità della settimana che sembrano tornare a dimostrare la contrarietà di diversi esponenti politici e studiosi a modifiche all’attuale  legge previdenziale: mentre le ultime notizie continuano a concentrarsi sul nuovo piano flessibile per andare in pensione, combinazione delle proposte di uscita con quota 100, contributivo e mini pensione, che permetterebbe di uscire a 62, 63 anni con penalizzazioni del 3% per ogni anno di anticipo in cui si va in pensione e mentre resta ancora aperto il dibattito su assegno universale, a chi destinarlo e dove reperire le risorse economiche necessarie per le coperture, non tutti sono favorevoli a modifiche delle pensioni.

Innanzitutto ci sono i tecnici del Ministero delle Finanze che continuano a bloccare ogni intervento, per mancanza di risorse economiche necessarie, perché particolarmente attenti ai conti in una situazione economica non proprio rosea in Italia al momento. Ed è proprio a causa dei questi blocchi che sono ancora in ballo caso dei quota 96 della scuola così come proroga del contributivo donna. Contrario a interventi sulle pensioni anche il viceministro dell'Economia Morando, che però ritiene che eventuali modifiche potrebbero essere attuate ma solo se non richiedono impiego di ulteriori fondi da parte dello Stato, vale a dire autofinanziati.

Anche Cazzola non è favorevole a cambiamenti sulle pensioni proprio in questo momento, dalla parte del ministro dell’Economia Padoan che da sempre difende l’attuale legge previdenziale ritenendo che sia l’unica capace di garantire sostenibilità economica in questo momento di crisi per l’Italia. E proprio Padoan, dopo essersi dimostrato possibilità, a luglio, su piccoli interventi pensionistici, è tornato a tacere sulla questione.

In occasione del meeting di Cl di Rimini, infatti, durante il suo intervento non ha fatto alcun riferimento alla questione previdenziale, sulla scia, però, di quanto aveva già fatto il giorno precedente il premier Renzi che parlando di tasse, casa, famiglia, lavoro non ha accennato a nulla sulle pensioni, deludendo in tanti. Dopo, infatti, le sue ultime dichiarazioni in occasione della Festa dell’Unità dello scorso luglio tenutasi a Roma, quando aveva aperto a due interventi principali di rilevante importanza e urgenze, vale a dire maggiore flessibilità in uscita per tutti e aumento delle pensioni minime, Renzi è tornato a tacere, probabilmente apposta, nell’attesa di capire se e quali saranno le risorse disponibili per eventuali interventi. O se tutto sarà rimandato al prossimo anno.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il