BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie legge compremesso Renz-Boeri si aggiunge a leggi M5S, Pd, Lega, FI. Come funziona, per chi, requisiti

Nuovo piano pensioni Renzi-Boeri insieme a proposte di legge singole già presentate e piano pensioni Boeri: confronto e ultime notizie





La novità del piano pensioni Renzi-Boeri, combinazione tra le diverse ipotesi di modifica alle pensioni finora avanzate, accanto alle leggi presentate nel corso di questi mesi dai diversi partiti politici, da Pd, a Lega, Forza Italia, M5S. Il nuovo piano, come confermano le ultime notizie, permetterebbe di andare in pensione prima con decurtazioni sull'assegno finale fino ad un massimo del 12%, cioè tagli del 3% per ogni anno di uscita anticipata, fino a 62 anni, riprendendo in parte le penalizzazioni di quota 100 ma attraverso la mini pensione che farebbe pesare meno nell'immediato.

Ma trattandosi di un prestito elargito dallo Stato, una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti, dovrà essere restituito dal lavoratore stesso attraverso piccole decurtazioni sulla pensione finale. E’ solo l’ultima novità in tema di modifiche pensionistiche presentata e che si affianca alle proposte del Pd, dove la minoranza chiede una completa revisione dell’attuale legge pensionistica, altri deputati hanno chiesto di reintrodurre l’obbligo di divieto di cumulo di redditi da lavoro e redditi da pensione che, secondo quanto spiegato, insieme alla persistente crisi di questi anni, contribuisce a creare gap generazionali, e la deputata Gnecchi continua a rilanciare sulla necessità di proroga del contributivo donna, non solo per consentire alle lavoratrici di andare in pensione prima, ma anche per permettere un rilancio occupazionale delle più giovani.

Arrivano sempre dal Pd, dal presidente della Commissione Lavoro Damiano, le ipotesi di uscita flessibile con quota 100, data dalla somma di età anagrafica e contributiva, e a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro. Forza Italia, invece, continua a puntare su un aumento delle pensioni minime a mille euro, mentre la Lega ha presentato una proposta di proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2018 e la possibilità di andare in pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012.

L’assegno universale per tutti è invece la proposta su cui punta da sempre il M5S che, insieme alla Lega, ha anche chiesto di prorogare per tutte le donne lavoratrici la possibilità di andare in pensione prima fino al 31 dicembre 2018, mentre l’ex ministro Sacconi di Ncd ha presentato una proposta per rendere più vantaggioso e conveniente il versamento dei contributi volontari nonché il riscatto dei periodi di studi ai fini contributivi e la totalizzazione.

Queste proposte di legge hanno preceduto la presentazione del piano pensioni del presidente dell’Inps Boeri basato su 5 punti: assegno universale per gli over 55 che perdono il lavoro e contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate; unificazione e armonizzazione dei trattamenti pensionistici, con la cancellazione delle ricongiunzioni onerose; uscita anticipata ma solo attraverso il ricalcolo contributivo spalmando il montante contributivo del lavoratore accumulato realmente durante la sua vita professionale; e possibilità di continuare a versare contributi previdenziali anche una volta raggiunta la pensione in modo da rendere più cospicuo il trattamento finale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il