BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anticipate Renzi ultime notizie negative si rischia di non fare nulla eppure molti aspetti per forza andranno affrontati

Le novità pensioni in discussione in vista della prossima Manovra Finanziaria deludono: probabilmente non ci sarà alcun intervento. Gli altri temi da affrontare




Le novità in discussione in vista della prossima Manovra Finanziaria deludono sul dibattito previdenziale: l’attesa e la speranza era di vedere messe a punto soluzioni volte innanzitutto a concedere ai lavoratori la possibilità, su base volontaria, di andare in pensione prima rispetto ai requisiti attualmente stabiliti. Ma le ultime notizie sembrano far cadere ogni speranza in tal senso e molto probabilmente non ci sarà (ancora una volta) nessun intervento pensionistico nella Manovra di ottobre, esattamente come accaduto lo scorso. E se qualcosa dovesse esserci, si tratterebbe comunque di minimi interventi alla luce degli ultimi dati sull’andamento dell’economia italiana, non certo positivi.

Ed è proprio a causa di questa crisi finanziaria, che implica naturalmente una mancanza di fondi, che c’è il rischio, sempre più concreto, che non si faccia nulla nell’immediato sulle pensioni in favore di altri interventi più urgenti che devono essere affrontati, dall’aumento degli stipendi per gli statali, alla rivalutazione, al momento negativa, degli assegni previdenziali dal primo gennaio 2016, alla necessità di evitare l’aumento dell’Iva.

E se nulla si potesse effettivamente fare per modificare le pensioni entro la fine dell’anno, l’idea alternativa è quella di intervenire bloccando le nuove regole, vale a dire evitando che dal primo gennaio 2016 scattino gli aumenti previsti.

Secondo quanto stabilito dalle norme previdenziali in vigore, dal primo gennaio prossimo, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, l’età pensionabile dovrebbe subire un aumento di quattro mesi, passando così da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, rendendo, dunque, ancora più rigida l’uscita dal lavoro. Ed è chiaro come, in mancanza di novità flessibili, quanto meno ciò che si chiede è di non irrigidire il sistema ancora  più di quanto non sia già restrittivo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il