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Pensioni novità negative e smentite questa setttimana, riforma tasse, quota 96, indulto, riforma PA: novità oggi martedì

Le novità del governo Renzi ad oggi martedì 1 settembre tra nuove riforme di P.A., Fisco e pensioni, e questioni quota 96 della scuola ed emergenza carceraria. Le ultime notizie




Le novità ad oggi martedì 1 settembre sulla situazione economica italiana continuano ad essere negative e questo sta rendendo sempre più difficile la definizione di novità pensioni nella prossima Manovra Finanziaria. E mentre sono ancora da affrontare le questioni carceraria e di quota 96 della scuola, le ultime notizie sull’iter della riforma della P.A. riferiscono di un punto di svolta ormai decisamente vicino per la sua approvazione finale.

Pensioni: La situazione economica italiana continua ad essere negativa, i conti peggiorano, e si tratta di condizioni che non lasciano ben sperare in effettive novità pensioni da far rientrare nella prossima Manovra Finanziaria. Per raggiungere, però, gli obbiettivi di miglioramento definiti dall’esecutivo è necessario innanzitutto puntare ad una ripresa dell’economia, anche se al momento sembra molto difficile riuscire in questa impresa. E conseguentemente risulta difficile anche riuscire ad avere quell’appoggio dall’Ue per una maggiore flessibilità di intervento sulle pensioni. Eppure all’inizio del mese di agosto sembravano prospettarsi buone possibilità di novità, dall’approvazione del contributivo donna e dell’assegno universale, su cui però ci si è nuovamente arrestati a causa dei nuovi blocchi dei tecnici del Tesoro che continuano a lamentare la mancanza di fondi necessari, alla nuova proposta di legge per permettere ai lavoratori di andare in pensione, mix di norme di piani di uscita con quota 100, mini pensione, contributivo, che ha messo tutti d’accordo, in questi ultimi giorni nuove dichiarazioni di tecnici e autorevoli esponenti politici hanno di nuovo messo tutto in dubbio. E a confermare questa situazione di passi indietro eventuali gli ultimi silenzi sulle pensioni da parte del premier Renzi e del ministro dell’Economia Padoan che nei loro rispettivi interventi al meeting di Cl di Rimini. Il problema sono i conti da far quadrare. Ma se Renzi e Padoan hanno taciuto sulla questione previdenziale, sempre al meeting di Rimini, a parlare di pensioni, collegate però al lavoro, il ministro del Lavoro Poletti ha chiaramente detto come intervenire sulle norme previdenziali attuale sia importante per dare nuova spinta al mercato del lavoro per i più giovani. Al momento comunque nulla sembra prospettarsi di buono per la prossima Manovra di ottobre e il rischio è che venga tutto ancora rimandato al prossimo 2016.

Riforma Pubblica Amministrazione: Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 187 del 13 agosto della riforma della P.A.si attendono ora decreti attuativi, che dovrebbero arrivare a breve, per l’applicazione della nuova legge che cambierà radicalmente il mondo dei dipendenti pubblici, degli statali e di tutti i cittadini. Tra le novità previste dalla riforma, possibilità di licenziamento anche per dirigenti e manager; gli stessi dirigenti saranno sottoposti a valutazione periodica sul lavoro svolto; cancellazione del voto minimo di laurea per accedere ai concorsi pubblici; gli Avvocati di Stato saranno più giovani e gli incarichi concessi ai pensionati non saranno retribuiti; accorpamento del Corpo Forestale nei Carabinieri e in parte dai Vigili del Fuoco.

Quota 96: Mentre è partita la raccolta di firme per dare vita al referendum abrogativo della nuova riforma della Scuola, la cui raccolta firme si concluderà entro il 15 settembre, c’è una questione decisamente cruciale lasciata aperta dalla stessa riforma, quella che riguarda i quota 96 della scuola. Si tratta di 4mila lavoratori, tra personale Ata e docenti, che, pur avendo maturato i requisiti necessari per andare in pensione ormai tre anni fa, sono ancora bloccati a lavoro a causa di un errore di formulazione contenuto nell’attuale legge pensioni e che il governo non riesce a correggere. La questione avrebbe dovuto essere tratta prima nella riforma della P.A. poi in quella della Scuola ma finora nulla è stato fatto e si attende ora il nuovo incontro di mercoledì prossimo 9 settembre della Commissione Lavoro per capire se sarà di nuovo discusso il caso.

Indulto e amnistia: Mentre il presidente della Regione Luca Zaia lancia un nuovo allarmane sulla condizione delle carceri nel Veneto, continuano le iniziative a sostegno dei detenuti costretti a vivere in condizioni drammatiche per cui risulta ancora difficile una soluzione. I rischi che l’Italia corre nuovamente davanti all’Europa sono diversi e la questione è aggravata dal fatto che lo stesso ministro della Giustizia Orlando ritiene che l’emergenza carceraria sia risolta, smentendo i numeri allarmanti su detenuti in carcere e tentativi di suicidi e aggressioni che si registrano quotidianamente e per cui gran parte delle forze politiche, sociali e non solo, chiedono l’approvazione delle misure di indulto e amnistia ancora ferme in Commissione Giustizia.

Riforma Fisco: Cancellare Imu e Tasi a partire dal prossimo 2016 per poi allargare al taglio Irpef nel 2018; nuovo piano di rilancio del Mezzogiorno e riduzione della pressione fiscale sono ciò che potrebbero rappresentare una svolta per una riforma del Fisco capace di andare incontro ai cittadini. Per molti rappresenta un’utopia, ma c’’è chi spera e ci crede e di fronte alle ultime dichiarazioni del premier Renzi che ha ribadito l’intenzione di eliminare le tasse sulla casa si entusiasma. Ma mentre il premier punta su taglio tasse sulla casa e riduzione della pressione fiscale in generale, il ministro dell’Economia Padoan spiega che ad ogni taglio corrisponde u’altra revisione di spesa. Padoan, intervento al meeting Cl di Rimini, ha precisato che il piano di taglio delle tasse “deve essere collocato in un contesto ampio e questo è lo sforzo che sta facendo il governo” e sulle promesse di Renzi di abolire l'Imu e la Tasi per tutti ha detto che “i tagli delle tasse sono credibili “solo con un taglio delle spese. Mi piacerebbe tagliare 50 miliardi di tasse domani, come molti mi suggeriscono, magari. Ma la vera questione è il finanziamento dei tagli, ecco perché serve un orizzonte medio lungo. Nella sequenza con cui il governo prevede tagli di tasse nel 2014-2018, dopo gli 80 euro per equità sociale e misure su lavoro e crescita dell' occupazione, i prossimi passi saranno sostegno alle imprese e alle famiglie sulle tasse sulla casa, poi vogliamo tornare ad aiutare le imprese e i redditi più bassi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il