BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie in Legge stabilità Renzi sempre più difficile inserimento quota 100, assegno universale, contributivo

Novità pensioni come piani di uscita con quota 100, mini pensione, contributivo o erogazione dell’assegno universale si prospettano sempre più difficili da approvare nella prossima Manovra Finanziaria: ultime notizie




Novità pensioni come piani di uscita con quota 100, mini pensione, contributivo o erogazione dell’assegno universale si prospettano sempre più difficili da approvare nella prossima Manovra Finanziaria. Troppe le difficoltà che il governo deve già affrontare per la definizione di misure obbligate per cui servono risorse economiche ingenti ma ancora da recuperare. Le ultime notizie confermano la messa a punto di un piano di tagli, a partire da quelli della sanità, da cui dovrebbero derivare i primi risparmi, ma che saranno accompagnati da una spending review che dovrebbe interessare diversi settori. Il tutto per la definizione di misure che evitino di far scattare la clausole di salvaguardia che porterebbero innanzitutto ad un aumento dell’Iva.

In questo contesto di difficoltà economica, cui si aggiunge anche un clima politico teso a causa di scontri e divergenze all’interno dello stesso Pd, ma anche tra i diversi partiti politici, appare quasi impossibile agire sulle pensioni, sia perché in tanti, a partire dal ministro dell’Economia Padoan, difendono la legge attuale perché l’unica capace di garantire sostenibilità economica in questo momento di crisi dell’Italia, sia perché mancano i fondi, sia perché manca anche la definizione di soluzione precise e puntuali capaci di rendere più flessibili le pensioni.

Anche i recenti silenzi di premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan sulla questione pensioni fanno pensare che al momento non c’è nulla al vaglio del governo da inserire nella prossima Manovra e molto probabilmente si ripeterà la storia dell’anno scorso, quando tanto si è parlato di pensioni nei mesi precedenti la definizione delle misure della Manovra 2014, per arrivare alla fine a non inserire nulla, se non il blocco delle penalizzazioni per i precoci che avrebbero deciso di andare in pensione prima, misura però temporanea e valida solo fino al 2017.

Non potendo, dunque, agire per anticipare le uscite dal lavoro, si potrebbe pensare quanto meno di rendere meno rigidi i requisiti di accesso alla pensione bloccando le nuove norme. Dal primo gennaio 2016, aumenterà l’età pensionabile, che passerà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, e l’assegno finale, per effetto di una rivalutazione negativa, dovrebbe essere anche inferiore, il che chiaramente implica ulteriori peggioramenti delle condizioni di uscita per lavoratori che per una vita intera hanno responsabilmente lavorato e che potrebbero ritrovarsi a fine carriera con nulla rispetto al lavoro svolto. Altra novità potrebbe essere la conferma della proroga al 31 dicembre 20155 del contributivo donna, su cui si tornerà a discutere mercoledì prossimo 9 settembre.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il