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Pensioni ultime notizie partiti, Renzi, Parlamento, INPS, Ministero Finanze, Lavoro scontri e divisioni accentuati sempre più

Crescono le divisioni tra Ministero Finanze, INPS, Parlamento e i diversi partiti: le ultime notizie e situazone attuale.. Cosa cambierà?




Le ultime notizie sull’andamento dell’economia italiana continuano a non essere positive e questo rappresenta un grandissimo ostacolo all’attuazione di molti interventi al vaglio del governo. A rischio, prima di tutte, le novità pensioni. Ma non è più ormai cosa nuova: come già accaduto del resto l’anno scorso, ogni volta che ci si avvicina alla definizione delle misure della Finanziaria o ogni qualvolta ci si appresta a votare su questioni previdenziali, basti solo pensare al caso dei quota 96 della scuola rimandato da tempo ma sempre poco prima di essere votato, avviene qualcosa che crea nuovamente discussione, rimettendo tutto in discussione.

E sono sempre più forti le divisioni tra Ministero Finanze, Inps, Parlamento e i diversi partiti politici. I tecnici del Ministero delle Finanze, infatti, non fanno che bloccare interventi e frenare le diverse ipotesi di modifica proposte per un’attenzione particolare ai conti e alle disponibilità economiche, ma si tratta di novità su cui invece preme l’Inps che, come ha già dimostrato la concretezza del suo presidente Boeri, è intenzione a portare avanti, da contributivo ad assegno universale.

Da canto suo, il Ministero del Lavoro prende tempo e accenna alla possibilità di part time senza però definire un proprio piano di interventi precisi e puntuali. Il Parlamento, invece, punta sul piano di quota 100 ma senza alcuna penalizzazione, così come del resto hanno anche chiesto i sindacati. Secondo il parere di molti, la quota 100 sarebbe il migliore sistema di uscita flessibile perché permetterebbe al lavoratore davvero di essere libero di scegliere quando andare in pensione.

E gli stessi partiti politici, tutti, da Pd, a Lega a M5S a Forza Italia, continuano a ‘battersi’ per la definizione dell’approvazione di modifiche alle pensioni attuali, portando avanti ognuno le proprie idee, nonostante la divisione interna del Pd. Ma fra l’assegno universale per tutti del M5S, l’aumento a mille euro per le pensioni minime di Forza Italia, proroga del contributivo donna, chiesta sia da M5S che da Lega (fino al 31 dicembre 2018), sia dalla deputata Gnecchi del Pd, uscita a 41 anni per tutti indipendentemente dall’età anagrafica, tra le proposte di Cesare Damiano, e piani di quota 100, mini pensione e contributivo, tutto resta ancora piuttosto incerto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il