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Pensioni ultime notizie prossimo anno cambiano in peggio requisiti, età, valore assegno. Da fare urgenti modifiche

Mentre le ultime notizie sull’evoluzione del dibattito previdenziale non riportano ancora nulla di buono, sono diverse le novità pensioni che scatteranno il prossimo: cosa prevedono e cosa fare




Mentre le ultime notizie sull’evoluzione del dibattito previdenziale non riportano ancora nulla di buono e concreto, ci si prepara alle novità che scatteranno l’anno prossimo. Saranno rivisti nel 2016 i coefficienti di trasformazione del montante contributivo, vale a dire di tutti i contributi versati realmente dal lavoratore durante la propria vita professionale. Il governo Renzi, però, a causa dell'andamento economico del Paese e del Pil, ha pubblicato il decreto che rivede al ribasso, i coefficienti, il che significherà percepire pensioni più basse. I nuovi parametri di rivalutazione saranno applicati a tutte le pensioni che scatteranno dal primo gennaio 2016.

Prendendo come esempio il caso di un lavoratore che compirà 67 anni il prossimo novembre, ipotizzando che abbia accumulato un montante di circa 200mila euro, secondo i calcoli pensionistici attuale, se andasse in pensione entro quest’anno percepirebbe 11.652 euro, ma se facesse domanda nel 2016, percepirebbe una pensione di 11.400 euro, 252 euro in meno, con una decurtazione di circa 19 euro al mese per tredici mensilità. Si tratta di un sistema definito da tanti ingiusto ma che rappresenta per le casse dello Stato una fonte di risparmio, a danno dei cittadini.

E il danno è ancora maggiore se si considera che la riduzione del valore dell’assegno finale arriverebbe in concomitanza con un irrigidimento dei requisiti necessari per l’accesso alla pensione. Dal primo gennaio 2016, infatti, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, ci vorranno quattro mesi in più per uscire, e non basteranno più, dunque, i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi. Inoltre, il prossimo 2016 sarà l’ultimo di blocco delle penalizzazioni sugli assegni finali dei lavoratori precoci che decidono di andare in pensione prima.

La scorsa Manovra Finanziaria ha, infatti, bloccato le penalizzazioni per le pensioni di coloro che, avendo iniziato a lavorare da giovanissimi, decidono di lasciare il lavoro prima, avendo difficoltà nel raggiungere i requisiti attualmente fissati. Ma si tratta di una misura temporanea, valida fino a inizio 2017, e ciò significa che da allora torneranno ad essere applicate decurtazioni sugli assegni finali. Tutti questi peggioramenti previdenziali finora spiegati ben rappresentano i motivi per cui da mesi ormai ci si batte per l’applicazione di modifiche all’attuale legge previdenziale, modifiche che si stanno rendendo sempre più urgenti, per evitare che il raggiungimento della pensione finale diventi quasi impossibile e che si continuino a penalizzare determinate categorie di lavoratori, a partire da precoci e usuranti, già fortemente colpiti dalle norme oggi in vigore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il