BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie leggi e interventi diversi Renzi per precoci e usuranti rispetto a pensioni anzianità e vecchiaia

Nuova legge pensioni Renzi-Boeri ma generale mentre servono leggi ad hoc per lavoratori precoci e usuranti: le ultime notizie




Le ultime notizie sulla questione previdenziale si concentrano principalmente sulla nuova legge Renzi-Boeri, che rappresenta una combinazione dei meccanismi di uscita anticipata con quota 100, mini pensione e contributivo, e dovrebbe permettere di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento fissata dalle attuali norme previdenziali.

La penalizzazione arriverebbe ad un massimo del 12%, se si decidesse di lasciare a 62 anni, tagli in parte alleggeriti da un prestito erogato dallo Stato, mini pensione, che il lavoratore dovrà poi restituire con piccole decurtazioni mensili sull’assegno finale, maturati i requisiti pensionistici normali e il valore della pensione verrebbe calcolato sulla base dei contributi realmente versati. Questa nuova proposta sarebbe generale per tutti ma, come richiesto da diversi esponenti politici, sono necessarie leggi ad hoc per il pensionamento dei lavoratori usuranti e precoci, particolarmente penalizzati dalle norme previdenziali attualmente in vigore.

Secondo quanto da esse stabilito, dal primo gennaio 2016 aumentano i requisiti per andare in pensione, per l’adeguamento alla speranze di vita, di quattro mesi, per cui per andare in pensione non basteranno i 66 anni e tre mesi ma 66 anni e sette mesi, con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne, requisiti decisamente troppo rigidi per chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo o per chi svolge mansioni, mentali o fisiche, particolarmente pesanti.

Eppure, tra piani di prepensionamento con quota 100, mini pensioni e part time e la necessità di introdurre l’assegno universale per tutti, mancano particolari riferimenti a specifiche misure per precoci e usuranti, che fino a qualche mese fa sembravano al centro dell’interesse primario di tutti, ma oggi ancora costretti a subire gli effetti di una grande ingiustizia sociale.

E la novità del ricalcolo contributivo non facilita la situazione, giacchè si tratta di un sistema che penalizza chi sceglie la pensione anticipata, e che penalizzerebbe ancora di più i lavoratori precoci che, insieme agli usuranti, di andare prima in pensione senza decurtazioni finali che subirebbero con il contributivo. Si spinge, inoltre, anche per l’approvazione di uscita con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, per l’uscita dei lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il