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Pensioni ultime notizie nuove smentite ancora negative, Renzi sembra più in dubbio così come Padoan, politici, studiosi

Novità su diverse questioni previdenziali sembrano mettere sempre più in dubbio la fattibilità di qualsiasi intervento: timori e ultime notizie




Novità su diverse questioni previdenziali sembrano mettere sempre più in dubbio la fattibilità di qualsiasi intervento: le ultime notizie infatti non sono per niente positive, tra interventi prioritari al vaglio del governo, situazione economica che non migliora, conti che non quadrano e nuovi silenzi sulle pensioni da parte di autorevoli esponenti politici, da premier Renzi a ministro dell’Economia Padoan. Probabilmente non si riuscirà a fare, ancora una volta, nulla di nuovo nella prossima Maonra Finanziaria di ottobre, e forse ha ragione proprio Padoan quando, sin dall’anno scorso, ribadisce che è meglio lasciare l’attuale legge pensionistica così com’è ancora nell’immediato futuro, visto che è l’unica capace di garantire sostenibilità finanziaria ad una Italia ancora in crisi.

La situazione è resa ancor più negativa dalle posizioni piuttosto contraddittorie di premier Renzi e stesso ministro Padoan: se, infatti, a luglio entrambi avevano aperto a nuove possibili modifiche, soprattutto Renzi che aveva dichiarato di voler intervenire, in maniera concreta questa volta, con aumenti delle pensioni minime e per garantire maggiore flessibilità a tutti, in occasione del meeting di Cl di Rimini nessuno dei due è intervenuto parlando direttamente di pensioni e sulla questione c’è stato silenzio totale, un silenzio che ha deluso quanti, al contrario, aspettavano dichiarazioni che spiegassero imminenti novità.

In questo contesto, secondo il sottosegretario all’Economia Zanetti, l’unico intervento sulle pensioni possibili potrebbe essere quello di concedere una maggiore flessibilità ma solo attraverso il ricalcolo contributivo. Nessuna stretta, dunque, sulle pensioni, ma possibilità di permettere a chi lo volesse di andare in pensione prima accettando, però, un ricalcolo della pensione finale esclusivamente con metodo contributivo.

Il silenzio di Renzi potrebbero essere dettato anche da una nuova strategia nelle sue intenzioni, che punta al Ministero dell’Economia dopo passati e recenti screzi con Padoan. La sua idea, poco segreta in realtà, potrebbe essere quella di far passare subito la nuova proposta di legge di uscita anticipata, a 62 anni con un taglio del 3% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro ma l’erogazione di una mini pensione che alleggerirebbe i tagli, e il calcolo di una pensione finale calcolata esclusivamente sulla base del montante contributivo accumulato dal cittadino durante la sua vita lavorativa, per poi procedere all’assegno universale e altre modifiche con la definizione del decreto previdenza, dopo la Manovra di ottobre, che rivedrebbe interamente il settore del welfare.

Altro nuovo freno alla possibilità di novità pensioni a breve è stata anche la recente affermazione del ministro del Lavoro Poletti (“Gli italiani devono abituarsi a vivere con me”), in occasione di un’intervista qualche giorno fa, che lascia chiaramente capire come al momento soluzioni pensionistiche per permettere ai lavoratori, soprattutto a quelli fortemente penalizzazioni dalle norme in vigore oggi, di andare in pensione e vivere dignitosamente con quanto ci si è guadagnati in una vita intera di lavoro. E il timore è che la situazione piuttosto che essere risolta e sistemata peggiori ulteriormente dal prossimo anno, così come le stime prevedono.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il