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Pensioni ultime notizie forza di Renzi e sua maggioranza per modifiche si capirà da riforma Giustizia, Senato, Unioni Civili

Continua l’iter delle riforme avviate dal governo su Giustizia, Senato e Unioni Civili e le novità di queste potrebbero avere impatto anche sulla questione previdenziale: le ultime notizie




Continua l’iter delle riforme avviate dal governo su Giustizia, Senato e Unioni Civili e le novità di queste potrebbero avere impatto anche sulla questione previdenziale. Le ultime notizie hanno a più riprese confermato la volontà del premier Renzi di voler attuare ogni riforma avviata e queste appena citate saranno importanti per capire la forza di Renzi stesso, se avrà intenzione di andare avanti da solo, come già accaduto con il Jobs Act, e il peso della sua maggioranza. Se risulterà effettivamente forte, allora si potranno aprire anche nuove speranze di interventi sulle pensioni, nonostante lo stesso Renzi non abbia fatto alcun riferimento preciso alle pensioni nel suo ultimo intervento in occasione del meeting di Cl di Rimini.

Tra qualche giorno comunque si riparte: sul tavolo del governo ddl Cirinnà sulle unioni civili, riforma della Giustizia tra processo penale, riforma delle intercettazioni, e diritto di cittadinanza, riforma del Senato, senza dimenticare le discussioni sulle misure da inserire nella prossima Manovra Finanziaria che dovrà essere presentata entro metà ottobre. E qui le questioni fervono, tra taglio tasse e richieste di soluzioni urgenti e necessarie per la previdenza ma soprattutto per determinate questioni.

Restano da chiudere innanzitutto i casi dei quota 96 della scuola e della proroga del contributivo, soprattutto all’indomani delle dichiarazioni del Ministero del Lavoro che ha chiaramente spiegato che ci sono le risorse economiche per permettere alle donne lavoratrici di usufruire ancora di questo regime sperimentale per andare in pensione prima. E per i quota 96 sembra arrivato il momento di dare risposte concrete ai 4 mila interessati bloccati a lavoro ormai da tre anni, pur avendo già maturato i requisiti necessari per la loro uscita, a causa di un errore contenuto nelle attuali norme previdenziali.

E se la forza di Renzi dovesse effettivamente essere dimostrata, potrebbe arrivare anche, dopo la Manovra, il decreto previdenza, annunciato dal premier già mesi fa, con i primi interventi, seppur negativi, sulle pensioni di reversibilità, invalidità, guerra, baby pensioni, sostenuti dal presidente dell’Inps Boeri e dal commissario per la spending review Gutgeld, e importanti per recuperare quelle ulteriori risorse  che servirebbero per riuscire a mettere in atto piani di prepensionamento, per cui c’è bisogno di fondi secondo le stime, anche se alla luce della nuova legge Renzi-Boeri, l’uscita a 62 anni con un taglio del 3% ma una mini pensione che servirebbe per rendere meno pesanti i tagli, e calcolo finale interamente basato sul montante contributivo del lavoratore, non servirebbero, giacchè sarebbe interamente a carico dei cittadini.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il