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Pensioni ultime notizie quali modifiche reale Renzi potrà realizzare in Legge Stabilità e Manovra Finanziaria concretamente

Dopo tanti annunci e dichiarazioni ancora nulla di concreto sulle pensioni e solo interventi minimi potrebbero rientrare nella prossima Manovra di ottobre: le novità




Le novità sulle possibili modifiche alle pensioni da inserire nella prossima Manovra Finanziaria sono sempre più esigue. O meglio, le discussioni continuano ad essere piuttosto animante, i dibattiti e le proposte anche, tante anche le promesse e gli annunci ma poche le novità concrete. E le ultime notizie sembrano piuttosto negative anche sugli interventi che sembrano imminenti, come assegno universale e proroga del contributivo, ma ora di nuovo in dubbio.

Mentre, infatti, fino a qualche settimana fa entrambe le misure sembravano in dirittura di approvazione, in questi giorni tutto è di nuovo bloccato, sempre a causa di tecnici del Tesoro e Ministero delle Finanze che lamentano la mancanza di risorse economiche necessarie. Ma non solo: a rendere sempre più difficile la situazione anche il clima politico teso, sia all’interno dello stesso Pd che con gli altri partiti politici.

Senza dimenticare il grande ostacolo Ue, che da sempre si dice contraria a interventi di modifica sull’attuale legge previdenziale italiana e che è sempre più difficile da convincere a maggiori margini di manovra per concedere flessibilità in uscita per tutti. Ed è per questi motivi che nella Manovra di ottobre potrebbe non rientrare alcuna novità pensione o solo interventi. Alla luce delle ultime notizie, infatti, prima di entusiasmanti annunci, visto che a luglio aveva manifestato l’intenzione di voler rendere l’uscita dal lavoro più flessibile per tutti e di voler aumentare le pensioni più basse, e poi di silenzi, il premier Renzi potrebbe aver cambiato strategia, puntando sulle pensioni solo una volta definiti gli altri interventi e con la sua legge ibrida, combinazione di piani di quota 100, mini pensione, contributivo, nonostante i tantissimi problemi che comunque resterebbero da affrontare.

Molto di quello che effettivamente si farà dipenderà dal voto per la proroga del contributivo donna, per la soluzione del caso dei quota 96 o per novità per i lavoratori quindicenni, che dovrebbe arrivare la prossima settimana. Mercoledì 9 settembre, infatti, Inps, Mef e Ragioneria di Stato si riuniranno per discutere nuovamente di contributivo donna e rispondere all’errata interpretazione delle circolari 35 e 37 dell'Inps, cancellando quindi l'aspettativa di vita prevista per il raggiungimento del diritto alla pensione anticipata.

Tutto dovrebbe andare finalmente per il meglio, considerando che, secondo il Ministero del Lavoro, le risorse sono disponibili. Di quelle stanziate nel 2008, pari a 1 miliardo 684 milioni di euro, sono stati spesi solo 708 milioni, per cui significa che restano ben 976 milioni da impiegare ancora. Il prossimo 9 settembre si attendono anche novità sui quota 96, 4mila lavoratori della scuola tra docenti e personale Ata che, pur avendo maturato i loro requisiti di pensionamento, sono ancora costretti a lavorare per effetto di un errore di formulazione contenuto nell’attuale legge, ma che attendono da tempo correzioni per uscire finalmente; e questione dei lavoratori cosiddetti quindicenni, cioè coloro che hanno raggiunto i quindici anni di contributi entro il 31 dicembre 1992 e per cui è stata più volte chiesta una deroga alla legge previdenziale attuale, riproposta in occasione dei lavori sulla settima salvaguardia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il