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Pensioni ultime notizie settimana anzianità e vecchiaia più negative che positive con pochi margini intervento al momentoi

La situazione economica italiana non migliore e ci sono pochi margini di intervento sulle pensioni: le novità e cosa aspettarsi




Dal primo gennaio 2016 cambiano ancora i requisiti per andare in pensione, diventando ancor più restrittivi rispetto a quelli oggi richiesti, e mentre ci si avvia a questa novità, le ultime notizie volte a modificare l’attuale legge previdenziale non sono per nulla positive. A preoccupare e bloccare tutti, la situazione economica difficile dell’Italia, la disoccupazione che dopo un breve momento di miglioramento è tornata in stallo, conti pubblici sempre più difficile da far bloccare e contrarietà dell’Ue a qualsiasi intervento sulle pensioni in Italia. Una posizione errata secondo tanti, perché concedere la possibilità di rendere più flessibile per tutti l’uscita dal lavoro porterebbe diversi vantaggi sia in termini di risparmi che in termini occupazionali.
 
Sono quindi diversi gli indizi che fanno capire come nessuna novità sulle pensioni possa effettivamente rientrare nella prossima Manovra Finanziaria, soprattutto dopo gli ultimi giorni che hanno nuovamente visto in totale silenzio sulla questione premier Renzi e ministro dell’Economia Padon. Dopo aver aperto, il primo, ad aumento delle pensioni minime e maggiore flessibilità in uscita per tutti, e al ricalcolo contributivo, il secondo, in occasione del meeting di Cl hanno entrambi parlato di tasse, casa, lavoro e famiglia ma nulla sulle pensioni, eppure ci si attendeva tante novità in questo periodo.

Positivi sembrano, infatti, fino a qualche settimana fa i segnali che lasciavano intravedere una possibile approvazione della proroga del contributivo donna ma anche dell’assegno universale. Bloccate tutte e due le misure poi dai tecnici del Ministero dello Finanze per mancanza di risorse economiche. Il prossimo 9 settembre la richiesta di proroga del contributivo donna tornerà ad essere discussa in Commissione Lavoro, insieme alla quota 96 della scuola e alla questione dei lavoratori quindicenni e chissà non possa arrivare finalmente il momento della svolta.

Per quanto riguarda prossimi interventi flessibili è difficile dire ora cosa e quando si potrà effettivamente, di certi si sa che insieme alle proposte di quota 100, mini pensione, contributivo, si è aggiunta una nuova proposta di legge, combinazione di quota 100, mini pensione, contributivo, per andare in pensione prima con decurtazioni sull'assegno finale fino ad un massimo del 12%, cioè tagli del 3% per ogni anno di uscita anticipata, e mini pensione per alleggerire il peso dei tagli e con pensione finale interamente calcolata sulla base dei contributi accumulati durante la propria vita lavorativa. La mini pensione, che dovrebbe avere un valore di circa 700 euro al mese, dovrà essere restituita una volta che il lavoratore matura i normali requisiti.

Tutto è molto difficile che venga attuato per cui, alla luce delle attuali condizioni di vita dei pensionati, si potrebbe agire in maniera minima, magari bloccando le nuove regole, quelle che cioè dal prossimo gennaio 2016 renderanno i requisiti per andare in pensione ancor più pesanti. Dall’anno prossimo infatti per andare in pensione non basteranno i 66 anni e tre mesi, ma si andrà in pensione a 66 anni e sette mesi, quattro in più rispetto a quanto oggi richiesto, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il