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Pensioni ultime notizie settimana uomini e donne tra contributivo con nuovi ostacoli e indicazioni più negative che positive

L’attuale legge sulle pensioni deve essere modificata ma le novità in merito non sono positive: le ultime notizie e aspettative




L’attuale legge sulle pensioni deve essere modificata ma le novità in merito non sono positive. Dopo essere stata formulata e approvata in condizioni che richiedevano effettivamente requisiti resi più restrittivi per garantire, d’altro canto, sostenibilità economica all’Italia in crisi, ora potrebbe subire cambiamenti, se, però, tecnici del Ministero delle Finanze e Ue approvassero ulteriori margini di flessibilità di manovra. Se per i tecnici non vi sarebbero le risorse economiche necessarie per agire, per l’Ue l’Italia dovrebbe mantenere ancora in vigore le attuali norme importanti in questo momento buio di vita economica del Paese. E la mancanza di risorse economiche è anche ciò che finora ha bloccato la proroga del contributivo donna.

Fino a qualche settimana fa, sembrava prossima all’approvazione, ma poi l’ennesimo blocco. La proroga del regime sperimentale per l’uscita anticipata delle donne lavoratrici, a 57 anni per le dipendenti pubbliche, che salgono a 58 per le autonome, invece che a 66 anni e tre mesi come previsto dall’attuale legge pensionistica, con 35 anni di contributi e una pensione ridotta, di circa il 25%, interamente calcolata con sistema contributivo, sarà nuovamente discussa mercoledì prossimo 9 settembre quando si riunirà di nuovo la Commissione Lavoro.

Ma non dovrebbero esserci nuovi ostacoli, anche alla luce del fatto che il Ministero del Lavoro ha annunciato la disponibilità di risorse economiche necessarie. Già qualche settimana fa, la senatrice del Pd Manassero aveva spiegato che per approvare ancora questo regime si potrebbero impiegare quei 976 milioni rimanenti del miliardo e 684 milioni stanziati nel 2004 per l'entrata in vigore del regime. E mentre si attende la prossima settimana per capire come si risolveranno questa questione ma anche quella dei quota 96 e dei lavoratori cosiddetti quindicenni, si fanno sempre più flessibili le possibilità che ulteriori modifiche tra quelle proposte rientrino nella prossima Manovra Finanziaria che sarà presentata a metà ottobre.

Tra piano di quota 100, mini pensione, contributivo e combinazione di questi sistemi, ci si perde nelle discussioni e negli annunci. La speranza è che ora la nuova proposta di legge Renzi-Boeri, come detto, mix di tutti i meccanismi, di uscita a 62 anni con il 3% di taglio sulla pensione finale per un massimo del 12% se si decide di lasciare il lavoro prima di quattro anni rispetto alla soglia dei 66 anni, ma ricevendo una mini pensione, in modo da alleggerire i tagli previsti e calcolando il proprio assegno finale esclusivamente sulla base del montante contributivo accumulato dal lavoratore, possa rappresentare una nuova strategia di intervento. Anche se sembra davvero difficile che qualcosa cambi nell’immediato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il