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Pensioni ultime notizie tra requisiti ed età peggiorativi 2016 da cambiare e quota 100, contributivo, assegno universale

Mentre la continua la discussione sulle novità pensioni si apprestano a cambiare i requisiti per lasciare il lavoro e non solo: cosa cambia da gennaio 2016 e ultime notizie




Novità poco concrete ancora sulle pensioni: continuano a crescere le richieste di cambiamento dell’attuale legge per requisiti troppo stringenti, continuano ad arrivare nuove proposte e si continua a discutere sugli ormai ben noti piani di prepensionamento proposti, da quota 100 a mini pensione e contributivo, ma le ultime notizie sono chiaramente poco significative.

Si discute, infatti, senza arrivare a nessuna conclusione concreta e si tratta di una situazione che inizia a suscitare delusioni e disagi soprattutto tra quelle categorie di lavoratori che sono stati fortemente penalizzati dalle norme previdenziali in vigore. In questo contesto di incertezza e confusione per le modifiche dei requisiti di accesso alla pensione, si colloca anche la discussione sull’assegno universale.

La misura potrebbe rientrare nel decreto previdenza che il premier Renzi ha intenzione di mette a punto dopo la Manovra Finanziaria, quindi presumibilmente per fine ottobre, metà novembre, a condizione che la Manovra non slitti come lo scorso anno, ma restano da definire determinate condizioni, vale a dire a chi erogarlo e in che misura.

La fascia di destinatari, infatti, è ancora dubbia: il presidente dell’Inps Boeri lo ha presentato nel suo piano pensioni per coloro che hanno un’età superiore ai 55 anni e perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, ma il M5S vorrebbe darlo a tutti coloro che si ritrovano in difficoltà, mentre il ministro del Lavoro Poletti solo ai disoccupati che però dimostrano di cercare un altro impiego e per un periodo di tempo limitato, forse due anni.

E mentre la discussione continua, i requisiti per andare in pensione, in base a quanto previsto dalle attuali regole, cambieranno ancora dal prossimo primo gennaio 2016. Innanzitutto, saranno rivisti nel 2016 i coefficienti di trasformazione del montante contributivo, cioè di tutti i contributi versati realmente dai cittadini durante la propria vita lavorativa e, a causa dell’andamento negativo del Pil, le pensioni potrebbero subire una svalutazione piuttosto che un aumento.

Aumentano, inoltre, i requisiti per lasciare il lavoro: per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, per andare in pensione non basteranno più i 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi. Il 2016 sarà, poi, l’ultimo anno di blocco delle penalizzazioni sulle pensioni dei lavoratori precoci che decidono di andare in pensione prima, decurtazioni che torneranno a partire dal 2017 secondo quanto stabilito dalla scorsa Manovra. E’ chiaro, dunque, come interventi sulle pensioni siano considerati sempre più urgenti, altrimenti si rischia di andare incontro a ulteriori irrigidimenti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il