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Pensioni ultime notizie legge ibrida nuova Renzi-Boeri, assegno universale, contributivo a cui primo piano sindacati si aggiunge

Dopo legge ibrida Renzi-Boeri anche la Cisl presenta un suo piano pensioni: è la prima volta della proposta concreta di un sindacato. Le novità




Le pensioni continuano ad agitare il dibattito politico e le novità riguardano la legge ‘ibrida’ Renzi-Boeri, che si presenta come sintesi dei meccanismi di uscita anticipata con quota 100, mini pensione e contributivo, permettendo di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento fissata dalle attuali norme previdenziali. La penalizzazione sull’assegno mensile arriverebbe ad un massimo del 12%, se si decide di lasciare a 62 anni, ma si tratta di un taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato.

Si tratta, cioè, di quella mini pensione che il lavoratore dovrà restituire con piccole decurtazioni mensili sull’assegno finale, quando avrà maturato i normali requisiti di accesso alla pensione. Il calcolo dell’assegno sarebbe calcolato sul montante contributivo effettivamente versato da ciascun lavoratore. Questa è solo l’ultima proposta in tema di novità pensioni e che segue quelle presentate nel corso di questi mesi dai diversi partiti, da quota 100 ad assegno universale a contributivo, ma cui si aggiunge anche un’ulteriore novità, la prima, che arriva dai sindacati.

La Cisl si prepara, infatti, a presentare domani, mercoledì 2 settembre, alla Camera la proposta di legge popolare per pensionati e lavoratori dipendenti che si basa su diversi punti: dall’erogazione del bonus fiscale di 1000 euro per pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi, e giovani collaboratori, al nuovo assegno familiare per il sostegno alle famiglie, al’abolizione delle tasse sulla prima casa, ad un’imposta progressiva sulla grande ricchezza.

Come spiegato dalla segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, l’obiettivo di questo nuovo ddl ridurre la pressione fiscale sui contribuenti, con l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi e agli incapienti, in misura piena se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro e in misura ridotta se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 50.000 euro. La Cisl chiede anche una revisione della previdenza, per rendere il comparto più equo e sostenibile, con interventi che possano garantire maggiore flessibilità in uscita per tutti al fine di rilanciare il mercato occupazionale soprattutto tra i più giovani.

Probabilmente dopo questo piano della Cisl, anche le altre sigle sindacali procederanno a definirne uno proprio anche se quest’ultima novità risulta comunque generica e combina assistenza e previdenza, ambiti che invece, come è stato ultimamente ripetuto più volte, devono essere necessariamente divisi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il