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Pensioni ultime notizie precoci e usuranti quota 100, legge Renzi-Boeri ibrida, contributivo, assegno universale settimana

Non si placa il dibattito sulla questione previdenziale eppure le novità concrete non arrivano e nulla di prospetta nemmeno per precoci ed usuranti




Non si placa il dibattito sulla questione previdenziale eppure le novità che tanti attendono continuano a non arrivare e questi ritardi iniziano a destare davvero le prime delusioni. Secondo le ultime notizie, poi, tra le diverse proposte avanzate nel corso di questi mesi, tra quota 100, mini pensione, piano contributivo e assegno universale, non risultano leggi ad hoc per lavoratori precoci ed usuranti, categorie che sono state fortemente penalizzate dalle norme attuali.

Fino a qualche mese fa la discussione sulle modifiche alle pensioni si concentrava soprattutto su queste persone ma ultimamente questa attenzione è andata scemando. Resta, tuttavia, da considerare che il presidente della Commissione Lavoro Damiano, proprio pensando ai precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, ha proposto l’uscita con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. La proposta di Damiano sembra essere stata ben accolta da tanti anche se, di contro, c’è comunque chi sostiene che non è necessario al momento pensare a soluzioni ad hoc per questi lavoratori, posizione che è stata giudicata particolarmente ingiusta.

Ed ecco che gli occhi vengono puntati sulla nuova legge ibrida Renzi-Boeri basata sul meccanismo di pensione a partire da 62 anni, con decurtazioni sull’assegno finale  (calcolato sulla base dei reali contributi versati dal cittadino durante la sua vita lavorativa) del 3% per ogni anno in cui si decide di lasciare il lavoro in anticipo. Il taglio arriverebbe al massimo del 12%, seguendo, dunque, in parte, le penalizzazioni di quota 100, ma permettendo al lavoratore di ricevere una mini pensione per alleggerire i tagli.

Questa mini pensione verrebbe erogata sotto forma di un prestito che il lavoratore stesso, una volta maturati i normali requisiti, dovrà restituire allo Stato. Passando al dibattito sull’assegno universale, il presidente dell’Inps nel suo piano pensioni lo ha presentato destinandolo agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono andare in pensione, ma il M5S vorrebbe estenderlo a tutti, e il Ministro del Lavoro, invece, solo a chi perde il lavoro ma dimostra effettivamente di impegnarsi nella ricerca di un’altra occupazione e limitato nel tempo. Resta da capire da dove deriverebbero le coperture necessarie. E’ ancora in dubbio, infatti, il piano secondo cui a fornirle dovrebbe essere il contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a 3mila euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il