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Pensioni ultime notizie Poletti fa importanti dichiarazioni positive seppur molto differenti da Renzi, Padoan, Parlamento

Ancora novità sulle pensioni dopo gli ultimi silenzi da parte del premier Renzi e del ministro dell’Economia Padoan: le ultime notizie da ministro Poletti. Cosa ci aspetta?




Ancora novità sulle pensioni dopo gli ultimi silenzi da parte del premier Renzi e del ministro dell’Economia Padoan che, in occasione del meeting di Cl di Rimini, non hanno fatto alcun riferimento alla questione, pur parlando di interventi a 360 gradi su tasse, casa, famiglia, lavoro. Le ultime notizie arrivano, infatti, dal ministro del Lavoro Poletti che ancora una volta apre a modifiche pensionistiche, puntando ancora una volta sul part time, per permettere il ricambio generazionale e confermando quando aveva lasciato intendere durante un’intervista di qualche giorno fa, quando aveva spiegato che la necessità di intervenire sulle pensioni si sta facendo sempre più urgente per il suo legame con il lavoro.

Commentando in maniera entusiasta gli ultimi dati Istat sulla ripresa dell’occupazione, Poletti ha anche ribadito la necessità di reintrodurre flessibilità sulle pensioni, “Perché tenere le persone dentro le aziende è uno dei fattori che impedisce ai giovani di trovare un lavoro. E una delle cause per cui le aziende stesse faticano a tenere il passo con un mondo sempre più veloce”. Ma ha anche precisato che la flessibilità deve essere a costo zero per lo Stato, sostenendo, dunque, le posizioni del viceministri dell’Economia Morando e del sottosegretario Zanetti.

E il part time potrebbe essere per il ministro del Lavoro la soluzione migliore. No, dunque, alla quota 100, voluta da Parlamento, sindacati e minoranza Pd; no al contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri; e alla legge cosiddetta ibrida Renzi-Boeri, che combina le regole dei meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo, ma che potrebbe essere appoggiata dal ministro dell’Economia Padoan, perché, secondo quanto definito, dovrebbe essere completamente a carico dei cittadini, e quindi a costo zero per lo Stato.  

Questa, del resto, si presenta come una condizione di intervento reale sulle pensioni e già prospettata. Se, infatti, secondo il sottosegretario all’Economia Zanetti, l’unico intervento sulle pensioni possibili potrebbe essere quello di concedere una maggiore flessibilità solo attraverso il ricalcolo contributivo in modo da dare ai cittadini né più né meno di ciò che hanno guadagnato nel corso della loro vita lavorativa, il viceministro Morando conferma che eventuali modifiche alle pensioni attuali si potrebbero fare solo a condizione che non vengano richiesti ulteriori fondi e che i prepensionamenti siano, dunque, autofinanziati.

Rimane, comunque, nonostante le continue ultime aperture di Poletti, da mettere a punto un piano di interventi che ad oggi né il Ministero del Lavoro né quello dell’Economia hanno ancora fatto. Poletti lo aveva annunciato prima dell’estate ma si tratta di leggi tramontate e proprio per questo Poletti inizia a non piacere a molti e si pensa ad un rimpasto di ministri. In questa situazione di caos, continua poi la divergenza politica. Se, infatti, in questi giorni le pensioni sono state mese da parte, ieri che si è parlato di nuovo piano famiglia e assistenza, Poletti è tornato a parlare di pensioni, virando ancora su altri temi. Ma in ogni caso ciò che provoca incertezza di interventi concreti resta sempre la mancanza di risorse economiche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il