BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie con dati economici e Pil buoni nei prossimi mesi, per pensioni impatti positivi e nuove aperture

Pil di nuovo crescita e occupazione che torna salire potrebbero far ben sperare in interventi sulle pensioni: è necessario che la ripresa però sia costante. Novità e prospettive




Pil italiano nuovamente in crescita e novità decisamente positive sulla disoccupazione italiana: secondo le ultime notizie comunicate dall'Istat, il tasso di disoccupazione a luglio è stato pari al 12%, in calo dello 0,5% rispetto al mese di giugno e dello 0,9% rispetto al 2014. Il ribasso arriva dopo due aumenti e porta il tasso ai minimi da due anni esatti (era al 12% nel 2013). Segnali positivi anche per il tasso di disoccupazione giovanile, che si attesta al 40,5%, scendendo così del 2,5% su giugno e del 2,6% su base annua.

Salgono, a luglio, anche gli occupati a luglio dello 0,2% rispetto a giugno, vale a dire di 44 mila unità in più. Lo stesso Istat ha, inoltre, visto al rialzo le stime del Pil nel secondo trimestre, portandolo a +0,3% (da +0,2%) rispetto al primo trimestre e a +0,7% su base annua (da +0,5%). Questo dato si attesta come l'aumento tendenziale più alto da quattro anni. Si tratta di notizie decisamente positive per l’andamento economico del nostro Paese e che se dovessero stabilizzarsi su questa strada mantenendo livelli alti e attestandosi su una crescita costante potrebbero sostenere interventi sulle pensioni, a partire dalla rivalutazione degli assegni, in positivo, considerando il Pil in crescita, per arrivare a modifiche flessibili.

Si parla da tempo, infatti, della correlazione tra crescita economica e possibilità di interventi concreti da parte del governo, una maggiore sicurezza finanziaria renderebbe più semplice atti reali di cambiamento che altrimenti, come si è visto nel corso di quest’anno, sarebbero decisamente difficili da attuare. E questa non è una novità, considerando che esperti e studiosi hanno sempre spiegato che un aumento continuo del Pil avrebbe portato a definire modifiche pensionistiche molto più semplicemente rispetto a quanto fatto finora.

Ora è importante, però, che gli ultimi dati positivi su Pil e occupazione si mantengano sui livelli raggiunti e, anzi, crescano ancora, non a fasi alterne come accaduto nei mesi scorsi, e si potrebbero iniziare a pensare concretamente interventi per cambiare l’attuale legge pensionistica, rendendo innanzitutto più flessibili i requisiti attualmente richiesti per lasciare il lavoro, soprattutto in vista degli ulteriori rialzi che scatterebbero dal primo gennaio 2016, quando per andare in pensione bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi e non basteranno più i 66 anni e tre mesi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il