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Ultime notizie pensioni anticipate: legge Renzi-Boeri nuova ibrida come funziona rispetto leggi Lega, Pd, Forza Italia, M5S

Aumentano le proposte di modifica dell'attuale legge sulle pensioni nel segno della flessibilità. Quali sono le novità e ultime notizie?




L'obiettivo da raggiungere con i cambiamenti delle pensioni prospettati sono sempre gli stessi: garantire ai lavoratori più ampi margini di scelta del momento del congedo nell'ambito dell'equilibrio dei conti pubblici. E siccome cambiare la legge attuale senza muovere un solo euro è un impresa molto complicato, ecco che Palazzo Chigi è alle prese con lo studio di una soluzione ibrida. Da una parte si mantiene ferma la proposta della penalizzazione del 3% per ogni anno di ritiro anticipato rispetto ai requisiti ora richiesti e dall'altra viene previsto una sorta di prestito previdenziale, da restituire integralmente e a piccole rate una volta maturate le condizioni effettive per il congedo, per compensare le minori entrate economiche. Tuttavia non sarebbe possibile andare in pensione prima dei 62 anni di età e del versamento di 35 anni di contributi.

Si tratta di una proposta che si affianca alle tante avanzate negli ultimi mesi. Il Movimento 5 Stelle rimane fedele all'idea di introdurre l'assegno universale mentre la minoranza del Partito Democratico sembra convergere sullo schema elaborato da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, di permettere il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%. E se la Lega insiste sull'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, per Forza Italia, la strada da seguire è innanzitutto l'aumento delle pensioni minime a 1.000 euro.

Prosegue poi il pressing per regole più flessibili in materia di pensioni. Sul tema il governo si muove con molta cautela, data l'esigenza di non smontare una riforma, quella del 2011, che garantisce l'equilibrio della spesa nel medio periodo. Intanto però su un obiettivo concreto convergono Maurizio Sacconi e Cesare Damiano, presidenti delle commissioni Lavoro rispettivamente di Senato e Camera dei deputati: chiedono però entrambi che sia garantita per tutto il 2015 alle lavoratrici la possibilità di sfruttare il contributivo donna ovvero lasciare il lavoro a partire dai 57 anni di età (con 35 di contributi) accettando una pensione più bassa calcolata con il sistema contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il