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Pensioni ultime notizie Boeri ribadisce importanza interventi tra quota 100, legge Renzi-Boeri ibrida, contributivo

Mentre continua il dibattito sulla questione previdenziale e piani di prepensionamento, presidente Boeri rilancia su assegno universale: le ultime notizie




Dopo le novità presentate lo scorso mese di luglio, il presidente dell’Inps Boeri torna a rilanciare sulla necessità di intervenire con modifiche sull’attuale  legge pensionistica. E le ultime notizie confermano che, tra i piani di quota 100, inizialmente ritenuto costoso, e contributivo da lui stesso proposto, fino alla nuova legge ibrida, la strada che vuole intraprendere parte innanzitutto dall’assegno universale. L’obiettivo di Boeri è quello di contrastare, innanzitutto, la povertà sostenendo le persone che si ritrovano in condizioni precari a seguito della perdita del lavoro ma che non possono ancora andare in pensione.

E ha infatti dichiarato: “Noi partiamo dalla consapevolezza che questo problema è di gravità assoluta” e per contrastarlo ha proposto al governo di introdurre un assegno universale, sostegno di inclusione attiva, per le persone che hanno più di 55 anni e per le loro famiglie. Secondo le stime infatti, ha spiegato Boeri, solo un disoccupato su 10 over 55 riesce a trovare un lavoro dopo un licenziamento.

Per ricevere l’assegno universale, però, Boeri pone determinate condizioni, “una serie di doveri e su cui ci sarà un controllo stringente e costante da parte di un’amministrazione indipendente dal potere politico locale” e precisa che nel suo calcolo si terrà conto dei redditi delle famiglie compreso il loro patrimonio, per avere un quadro reale della reale condizione di vita precaria di coloro che dovrebbero riceverlo.

L’assegno universale rientra da sempre nelle intenzioni di lavoro di Boeri e fa parte di una delle cinque misure inserite nel suo piano pensioni, che prevede anche unificazione dei trattamenti pensionistici Inps, Inpdap ed Enpal, e tra regimi diversi, compresa la gestione separata, e cancellazione delle ricongiunzioni onerose che penalizzavano i lavoratori più mobili; armonizzazione tra i trattamenti delle diverse categorie di pensionati; maggiore flessibilità in uscita sostenibile con penalizzazioni per chi decide di uscire prima; e possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta in pensione in modo da accrescere il valore del proprio assegno finale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il