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Pensioni ultime notizie part time ritorna protagonista seppur deve essere realizzato in modo diiverso da quanto male fatto finora

Il ministro del Lavoro rilancia su part time per modifiche attuale legge pensioni ma non sarebbe un sistema vantaggioso: le ultime notizie




Il ministro del Lavoro rilancia sulla novità del part time per garantire maggiore flessibilità pensionistica a tutti, misura su cui sono d’accordo anche i sindacati, come lo stesso governo che, pur non avendo finora ufficialmente preso in considerazione questo sistema tra gli altri di prepensionamento, come quota 100, mini pensione, contributivo, lo ha già, in realtà, considerando con la riforma della P.A. in cui rientra proprio il part time.

Ma le ultime notizie in merito non sono poi così positive e convenienti. E il motivo sono i costi che, secondo quanto previsto, sarebbero interamente a carico dei dipendenti, considerando che scegliendo di andare in pensione prima con questo sistema continuerebbero a pagarsi i contributi in maniera autonoma, esattamente come accade già per i lavoratori autonomi.
 
Si tratta di un condizione che inizialmente non esisteva: il ministro della P.A. Madia, infatti, aveva proposto questo meccanismo di riduzione dell’orario di lavoro e conseguente riduzione dello stipendio ma con i contributi sempre a carico dello Stato. A bloccare questa proposta sono stati i tecnici del Ministero delle Finanze  ma è chiaro come la convenienza di questa misura sia a rischio. Il lavoratore che decide, infatti, di passare da impiego full time a impiego part time, riduce il suo orario lavorato rivo ma, al contempo, prenderà meno come stipendio e con questa cifra minore dovrà anche pagarsi i contributi.

E’ chiaro che il vantaggio per il lavoratore già impiegato non esiste, così come non esisterebbe nemmeno quel turn over con il lavoratori più giovani perché a queste condizioni pochi deciderebbero di lasciare prima piuttosto che continuare a lavorare seguendo i propri tradizionali orari di lavoro ma mantenendo stesso livello retributivo e pagamento dei contributi da parte dello Stato.

Nessuna convenienza anche in quella P.A. dove il part time non porta ugualmente benefici: nessun lavoratore, infatti, che guadagna tra i 1300 e i 1500 euro netti al mese potrebbe infatti permettersi a 60 anni di ricevere uno stipendio ridotto e contemporaneamente versare circa 200 euro al mese all'Inps.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il