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Pensioni ultime notizie strategia e piani Renzi cambiati radicalmente pensioni anticipate e quota 100, contributivo, mini pensioni

La probabile nuova strategia di lavoro del premier Renzi su pensioni e novità previdenziali: cos’è cambiato, passaggi e prospettive




Potrebbe essere cambiata la strategia di lavoro del premier Renzi sulle pensioni: se fino allo scorso mese aveva annunciato novità per aumenti degli assegni minimi e piani per sostenere una maggiore flessibilità in uscita per tutti, e qualche settimana fa, insieme al presidente dell’Inps Boeri, ha sostenuto la nuova legge ibrida, mix di piani di quota 100, contributivo e mini pensione, le novità sembrano indirizzare verso un nuovo piano di lavoro, forse in vista della prossima Manovra Finanziaria. Entro il 15 ottobre, infatti, devono essere definite le misure della nuova Manovra e prima di allora, il 20 settembre, sarà presentato il nuovo Def, il Documento di Economia e Finanzia che pone le basi per la definizione delle misure della Manovra, da cui si capirà se sono disponibili ulteriori risorse economiche da impiegare in altri interventi e se sì a quanto ammontano.

Fino ad allora, probabilmente, la nuova strategia del premier è quella di rimanere in silenzio, fino a quando cioè non avrà certezza della fattibilità di interenti attesi, e per questo ha preferito orientarsi, nei giorni, più sulla definizione di piano famiglia tra le priorità da attuare, così come di piano assistenziale e taglio tasse. L’intenzione iniziale di Renzi era quella di inserire piano famiglie e taglio tasse nel decreto welfare e poi di realizzare interventi sulle pensioni insieme al presidente dell’Inps Boeri, ma ci sono ora diversi problemi da superare.

Innanzitutto è necessario distendere il clima politico non solo tra i vari partiti ma all’interno del Pd stesso e di conciliare gli interventi da attuare, visto che ognuno rilancia su proposte diverse. Nell’attesa di capire come si ha intenzione di orientarsi sulle pensioni, Renzi potrebbe optare per un intervento minimo per le famiglie, che verrebbe a costare circa 15 miliardi, ma potrebbe anche essere fatto con 3-4 miliardi solo per i più indigenti, e inserire tutti gli altri interventi nel decreto previdenza dopo la Manovra Finanziaria.

Nello stesso decreto previdenza potrebbe rientrare l’assegno universale, da sempre appoggiato da Renzi, sostenuto anche dall’Ue, perché vigente già in quasi tutti gli altri Paesi europei, anche se bisogna decidere con certezza le fasce di persone cui destinarlo, tra gli over 55 che perdono il lavoro e tutti, come chiede il Movimento 5 Stelle, e dove recuperare le coperture necessarie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il