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Pensioni ultime notizie Renzi e Padoan indecisi quando e come, Boeri favorevole, Zanetti, Morando e tecnici contrari

Piani di intervento sulle pensioni ma senza novità concrete, favorevoli e contrari a modifiche pensionistiche e proposte: cosa prevedono e situazione




Diverse e contraddittoria le posizioni sulla questione previdenziale di premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan. In occasione del meeting di Cl tenutosi la scorsa settimana a Rimini, entrambi sono interventi parlando di casa, tasse, lavoro e famiglia senza fare alcun riferimento a eventuali novità sulle pensioni. Nel suo intervento al meeting, Renzi ha chiaramente dichiarato che il governo continuerà a lavorare sulle riforme intraprese, a partire da quella della P.A. a quella di Imu e Tasi, e sulle misure per rilanciare l’economia, ma non ha fatto accenno alle pensioni, cosa che ha suscitato diverse perplessità, considerando che in molti speravano in modifiche nella prossima Manovra Finanziaria di ottobre, ma che difficilmente conterrà misure in tal senso.

Nulla nemmeno dal ministro Padoan che invece ha parlato della necessità di revisione delle tasse, da abbassare, e ha spiegato che “dopo gli 80 euro per equità sociale e misure su lavoro e crescita dell' occupazione, i prossimi passi saranno sostegno alle imprese e alle famiglie sulle tasse sulla casa. Poi vogliamo tornare ad aiutare le imprese e i redditi più bassi”. L’unico che è intervenuto in maniera positiva sulle pensioni è stato il ministro del Lavoro Poletti che, pur non avendo presentato nulla di concreto in fatto di piani e legge di interventi, ha ribadito la necessità di novità pensioni soprattutto collegate al lavoro.

E solo qualche giorno fa è tornato a rilanciare sul part time per modificare le uscite dal lavoro ma sostenere, al contempo, il ricambio generazionale. Favorevole da sempre a cambiare l’attuale sistema previdenziale è il presidente dell’Inps Boeri che, dopo aver presentato il suo piano pensioni in cinque misure lo scorso luglio, è tornato qualche giorno fa anch’egli a rilanciare però sull’assegno universale, dopo aver parlato la scorsa settimana della nuova legge ibrida Renzi-Boeri.

La strada che Boeri vuole intraprendere parte di nuovo dall’assegno universale: l’obiettivo è quello di contrastare, innanzitutto, la povertà sostenendo le persone che si ritrovano in condizioni precarie a seguito della perdita del lavoro ma che non possono ancora andare in pensione. L’idea è quella di introdurre un assegno universale, sostegno di inclusione attiva, per le persone che hanno più di 55 anni che perdono il lavoro ma non hanno ancora i requisiti necessari per andare in pensione. Secondo quanto spiegato da Boeri, infatti, solo un disoccupato su 10 over 55 riesce a trovare un lavoro dopo un licenziamento.

Anche nel caso di Boeri, così come del ministro del Lavoro, ci sono diverse ipotesi ma mancano piani concreti. E tra coloro che propongono e annunciano senza però soluzioni definitive, ci sono anche i contrari a interventi pensionistici e i perplessi. Tra questi il viceministro dell'Economia Morando, che da sempre smentisce interventi sull'attuale legge previdenziale al vaglio del governo e che qualche tempo fa ha spiegato che eventuali modifiche alle pensioni si potrebbero anche fare ma a patto che non richiedano l'impiego di ulteriori fondi, e che siano quindi autofinanziati; e il sottosegretario dell’Economia Zanetti, che ha riparlato della possibilità di mettere a punto sistemi di uscita flessibile dal lavoro, ma solo se legati al ricalcolo contributivo  e senza gravare, dunque, sulla “fiscalità generale”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il