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Pensioni ultime notizie quota 100, legge ibrida Renzi-INPS, contributivo. Requisiti richiesti contributi, età e penalizzazioni

Come cambierebbero le pensioni con quota 100, contributivo, legge ibrida e assegno universale: cosa prevedono, novità e ultime notizie




La questione previdenziale continua a far discutere ma nonostante se ne parli ormai da troppo tempo non è stata ancora definita alcuna novità concreta. Molto dipende dai blocchi imposti dai tecnici del Ministero delle Finanze, molto dalla situazione economica italiana critica, nonostante le ultime notizie di questi giorni siano state positive, molto dalla divergenza ancora esistente tra forze politiche e all’interno del Pd stesso, ma anche con Inps, Parlamento, Ministeri, sulle eventuali modifiche da apportare all’’attuale legge. Ogni piano al vaglio è stato comunque ben modulato ma resta da capire quale scegliere in termini di costi, che devono essere pari a zero per lo Stato, e requisiti, che devono agevolare l’uscita anticipata dal lavoro di tutti con penalizzazioni contenute, altrimenti non sarebbero vantaggiosi e convenienti.

Partendo dal piano di uscita con quota 100, proposto da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, questo sistema punta ad anticipare il trattamento pensionabile, incentivando la flessibilità in uscita e dando la possibilità al lavoratore di scegliere quando andare in pensione, partendo, per esempio, da 60 anni di età con 40 anni di contributi, o 61 anni di età con 39 di contributi, o 62 anni di età con 38 purchè, purchè, come si evince, la somma di età anagrafica e contributiva dia come risultato 100. Cambiano leggermente i requisiti di accesso alla pensione anticipata con questo sistema per i lavoratori cui è richiesto un anno in più per il perfezionamento dei requisiti. In questo caso raggiungerebbero, dunque, quota 101.

C’è poi il sistema di uscita anticipata con ricalcolo contributivo presentato solo qualche mese fa dal presidente dell’Inps Boeri: questo piano prevede il calcolo della propria pensione finale esclusivamente attraverso il calcolo contributivo, vale a dire basandosi sul montante contributivo accumulato da ognuno durante la propria vita lavorativa, senza, dunque, ricevere né più né meno di quello che si è effettivamente versato. Il ricalcolo colpirebbe le pensioni più alte, probabilmente dai 3mila in su, in parte risultato ancora del più vantaggioso retributivo. In questo caso, nonostante alcuni ritengano che si tratti comunque di un’ingiustizia sociale, anche se colpisce i più pensionati benestanti, si punterebbe anche a ristabilire un’equità del sistema previdenziale attuale.

E come mix di quota 100 e contributivo, ma anche di mini pensione, arriva anche la nuova legge ibrida Renzi-Boeri, che dovrebbe permettere di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e una decurtazione del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di pensionamento attuale fissata. La penalizzazione sull’assegno mensile arriverebbe ad un massimo del 12%, se si decide di lasciare a 62 anni, ma si tratta di un taglio che verrebbe in parte alleggerito da un prestito erogato dallo Stato, secondo il sistema della mini pensione, ma che il lavoratore dovrà poi restituire, con piccole decurtazioni mensili sull’assegno finale, una volta raggiunti i normali requisiti richiesti.

La pensione verrebbe così calcolata sul montante contributivo versato da ciascun lavoratore. Tra le altre ipotesi di lavoro al vaglio, un contributo di solidarietà che dovrebbe interessare le pensioni superiore ai tremila euro e che potrebbe servire per la copertura finanziaria dell’assegno universale per gli over 55. Ma su questa misura si apre un’altra discussione: mentre infatti Boeri lo ha proposto per gli over 55 che perdono il lavoro, il ministro del Lavoro lo vorrebbe per gli over 55 che perdono il lavoro ma che dimostrano di essere alla ricerca di un altro impiego e limitato nel tempo, mentre il M5S vorrebbe estenderlo a tutti. E anche in questo caso, dunque, resta da definirne la soluzione ufficiale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il