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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi:contributivo donna,quindicenni voto domani ancora più importanti per tutti dopo ieri

Mercoledì prossimo 9 settembre potrebbe essere un giorno decisivo per diverse questioni previdenziali: novità e conseguenze per pensioni in generale




Mercoledì prossimo 9 settembre torna a riunirsi la Commissione Lavoro per votare la proroga (o meno) sul contributivo donna. Ma le novità non saranno circoscritte alle attese risposte sul rinvio del regime sperimentale avviato per permettere alle lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni le statali e a58 le autonome, accettando però il calcolo della propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, dunque un assegno ridotto rispetto a quello che percepirebbero con il più conveniente retributivo.

Insieme al contributivo donna, che corre il rischio di essere nuovamente bloccato dai tecnici del Ministero delle Finanze per mancanza di soldi anche se il Ministero del Lavoro ha chiaramente fatto sapere che le risorse per prorogare il regime per le donne sono disponibili, in discussione dovrebbero esserci anche le questioni dei lavoratori cosiddetti quindicenni, precoci e usuranti, e dei quota 96 della scuola, due casi, ormai sociali, nati per errori contenuti nell’attuale legge pensionistica. E nell’attesa di capire cosa si deciderà (anche se sulla proroga del contributivo è solo il primo voto), crescono le speranze di lavoratori e lavoratrici che aspettano da tempo modifiche alle pensioni.

Se, infatti, è necessario sostenere il pensionamento dei precoci e degli usuranti, impossibilitati a raggiungere i requisiti pensionistici attuali o perché hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi o perché svolgono mansioni, fisiche e mentali, particolarmente pesanti, e in questo caso la proposta in ballo sarebbe quella di permettere a queste categorie di persone l’uscita con 41 anni di contributi ma senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica, proposta avanzata proprio dal presidente della Commissione Lavoro Damiano, per i quota 96 si attendono risposte alle richieste di modalità di uscita dal lavoro, visto che i requisiti loro richiesti per andare in pensione sono stati maturati ben tre anni fa.

Il problema è che i 4mila interessati, tra personale Ata e insegnanti, non sono stati tutelati dalla legge pensionistica attuale come dalla precedente che inquadrava il settore scuola in una sua specificità. Avendo omologato i requisiti per tutti, le nuove norme hanno suscitato non pochi problemi, bloccando anche i lavoratori della scuola e costringendoli a lavorare ancora nonostante avessero potuto essere a riposo da anni. Per chiudere questa partita servono, in realtà, risorse economiche che Tecnici del Tesoro e Ragioneria di Stato hanno sempre lamentato non avere. Se, però, le questioni appena illustrate dovessero trovare soluzione, significherebbe una reale dimostrazione da parte del governo di voler intervenire con modifiche e potrebbero aprire la strada ad ulteriori interventi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il