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Pensioni ultime notizie riforma Renzi: contributivo rimane uno dei pochi metodi validi. Soluzioni allo studio riduzione penalità

Prepensionamenti con penalizzazioni e come funziona davvero il ricalcolo contributivo: le possibili novità pensioni da attuare. Ma mancano certezze




La novità della legge pensioni ibrida Renzi-Boeri, pur presentando dubbi e paradossi, è appoggiata da tanti, soprattutto perché si pone come una combinazione dei piani di prepensionamento presentati nel corso di questi mesi, da quota 100 a mini pensione a contributivo, cercando dunque di porsi come compromesso tra le diverse ipotesi di modifica.

La nuova legge consentirebbe al lavoratore di lasciare il lavoro prima con decurtazioni sull'assegno finale fino ad un massimo del 12%, cioè tagli del 3% per ogni anno di uscita anticipata, fino a 62 anni, riprendendo in parte le penalizzazioni di quota 100, ma ricevendo una mini pensione per alleggerire, almeno nell’immediato, i tagli e diminuire le penalizzazioni.

Essendo, però, un prestito erogato dallo Stato, dovrà essere restituito dal lavoratore stesso una volta raggiunti i normali requisiti imposti. Con questo sistema, la pensione finale verrebbe calcolata interamente con metodo contributivo. Ma le ultime notizie riportano anche nuovi meccanismi per il pagamento dei contributi da parte delle aziende e il riscatto degli anni universitari a fini contributivi. Si tratta, in quest’ultimo caso, di un ottimo sistema, per chi ha la possibilità chiaramente di riscattare gli anni di laurea, di far crescere i propri contributi previdenziali.

Il conto in molti casi sarebbe però salatissimo ed ecco perché allo studio ci sarebbe un nuovo meccanismo che permetterebbe di modulare il riscatto degli anni di laurea con versamenti che possano essere decisi direttamente dal lavoratore. Passando, invece, alle novità delle aziende, si tratta invece di scivoli concessi ai lavoratori che chiudono un accordo con l’azienda per andare in pensione prima. Se oggi sono gli stessi lavoratori che decidono di lasciare prima il lavoro a pagarsi i contributi, l’ipotesi allo studio è continui ad essere l’azienda a versare i contributi al lavoratore prepensionamento, anche se tecnicamente risulta più un suo lavoratore.

Passando invece al sistema contributivo, così come proposto dal presidente dell’Inps Boeri, c’è da precisare che riduzioni e penalizzazioni interesserebbero solo per una parte del'assegno e solo gli assegni più alti, e lo stesso Boeri ha spiegato che le penalizzazioni del 30%, come avevano accusato i sindacati a luglio, sono assolutamente infondate. Come aveva sostenuto già Boeri, infatti, si può chiedere un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato. E questa operazione porterebbe ad un incasso di più di quattro miliardi di euro. Il ricalcolo, dunque, si applicherebbe sull'importo dell'assegno in arte risultato del vecchio sistema retributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il