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Pensioni ultime notizie tra smentite e conferme quota 100, contributivo, mini pensione, assegno universale

Tra nuova legge ibrida Renzi-Boeri e assegno universale e part time ci si chiede quali saranno davvero le prossime novità pensioni? Le ultime notizie




Le novità pensioni di questi ultimi giorni riguardano soprattutto la legge ibrida Renzi-Boeri, mix di meccanismi di quota 100, mini pensione, contributivo per andare in pensione prima con penalizzazioni del 3% su ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro, fino ad un massimo del 12% se si esce a 62 anni, ma ricevendo una mini pensione che renderebbe meno pesanti i tagli, erogata dallo Stato sotto forma di prestito da restituire una volta raggiunti i requisiti pensionistici attualmente richiesti. Il calcolo della pensione finale verrebbe eseguito sul montante contributivo accumulato durante la propria vita lavorativa.

Insieme a questa nuova proposta subito alla ribalta, le ultime notizie confermano un prepotente ritorno in discussione del part time e dell’assegno universale, il primo rilanciato dal Ministero del Lavoro anche se non incontra il favore dei più, considerando che alla luce della correzione previste che chiede il pagamento dei contributi al lavoratore stesso, sarebbe decisamente poco vantaggioso; il secondo dal presidente dell’Inps Boeri che solo qualche giorno fa è tornato a rilanciare sulla necessità di dare un sostegno a coloro che hanno superato i 55 anni e perso il lavoro.

Particolare attenzione viene posta anche alla proroga del contributivo donna che se approvata, come ormai sembra, potrebbe aprire la strada anche ad altre correzioni dell’attuale legge pensioni. L’obiettivo è quello di superare l’interpretazione restrittiva dell’Inps e garantire alle lavoratrici che maturino i requisiti richiesti dal regime sperimentale entro il 31 dicembre 2015 di andare in pensione prima, a 57 anni per le lavoratrici statali e 58 le autonome, con 35 anni di contributi, accettando un calcolo della pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, vale a dire percependo una pensione ridotta di circa il 30% rispetto a quello che percepirebbero con il più vantaggioso retributivo.

La prima risposta in merito si potrà avere forse in settimana, considerando che mercoledì 9 si riunisce di nuovo la Commissione Lavoro alla Camera, anche se bisognerà anche rispondere alle richieste (di Lega e M5S) di estendere questo regime anche oltre il 2015 e fino al 2018, così come anche agli uomini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il