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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: se nulle modifiche vecchiaia, anzianità si cercano soluzioni precoci e usuranti

Soluzione di pensionamento con 41 anni di contributi senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica: la nuova proposta pensioni per usuranti e precoci. Ultime notizie




Si discute da troppo tempo ormai di questione previdenziale ma sembra sempre meno probabile che qualche novità possa arrivare con la nuova Manovra Finanziaria. Nonostante, infatti, le ultime notizie si riferiscano principalmente alla nuova legge ibrida Renzi-Boeri, al ritorno di part time e al rilancio dell’assegno universale da parte del presidente dell’Inps Boeri, nulla è ancora ben definito e probabilmente nulla lo sarà in breve tempo per consentire modifiche ai requisiti pensionistici di anzianità e vecchiaia sia per uomini che per donne.

La speranza è che dalla revisione del numeri del Def, che dovrebbe essere ripresentato il 20 settembre, possano avanzare fondi da impiegare in ulteriori interventi pensionistici. Ma considerando le risorse economiche necessarie per l’attuazione delle misure della Manovra di ottobre, difficilmente si avranno a disposizione ulteriori soldi. E ritorna l’idea di lavorare quanto meno per determinate categorie di lavoratori che sono quelle più penalizzati dalle norme previdenziali in vigore oggi, vale a dire precoci e usuranti. Senza dimenticare che restano in ballo ancora le questioni di esodati e quota 96 della scuola.

Rimettendosi a studiare però solo su soluzioni per determinate persone si rischierebbe di compiere il solito errore di pensare a pochi senza lavorare sulla definizione di una soluzione universale per tutti. Al centro della discussione la proposta di uscita con 41 anni di contributi, senza penalizzazioni, e indipendentemente dall’età anagrafica. La proposta, presentata dal Pd, è tra le più urgenti di nuovo in discussione, perchè, secondo molti,aver lavorato per oltre 40 anni rappresenta giù un requisito importante per andare in pensione, senza alcuna penalizzazione.

A spingere su questa novità l’onorevole del Pd Gnecchi. Del resto, si tratterebbe di una soluzione decisamente ottimale, visto che per molti precoci e usuranti riuscire a raggiungere gli attuali requisiti per lasciare il lavoro è quasi impossibile. Bisogna tornare a riconoscere loro la pesantezza delle mansioni, fisiche e mentali, che svolgono per una intera vita lavorativa.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il